TRENTO. La “democrazia” degli antagonisti, oltre la legittima contestazione

Il fatto risale a circa due settimane fa, quando, al termine di una manifestazione dei centri sociali, dei soggetti, come ormai é prassi, hanno imbrattato dei muri cittadini con scritte contro la Lega, arrivando persino ad augurare la morte dei leghisti. Il Segretario della Lega, Mirko Bisesti, aveva poi condannato tali scritte riferendosi a forze “democratiche” e buoniste

Sta facendo discutere la decisione del consigliere del Partito Democratico, Giorgio Tonini, che ha presentato in queste ore una question time all’Assessore Bisesti che sembra, piu che una domanda di attualità, un monito (un invito, sic!) nel non utilizzare la parola “democratiche”, ovviamente in senso ironico, in riferimento a determinate forze politiche antagoniste anti-lega. Che proprio in nome della tutela alla democrazia e alla libertà di parola, spesso si comportano peggio di coloro che contestano.

Il fatto risale a circa due settimane fa, quando, al termine di una manifestazione dei centri sociali, dei soggetti, come ormai é prassi, hanno imbrattato dei muri cittadini con scritte contro la Lega, arrivando persino ad augurare la morte dei leghisti.

Il Segretario della Lega, Mirko Bisesti, aveva poi condannato tali scritte riferendosi a forze “democratiche” e buoniste. Nei fatti un termine molto usato dalla Lega nell’identificare gruppi di antagonisti che in questi ultimi tempi protestano in quanto forza di opposizione al governo. Peccato che la cosa non é andata a genio ai “veri” democratici (di nome, ma forse non di fatto), del Partito Democratico.

Il Consigliere Tonini, secondo quanto riportato nella question time, a tal proposito ha mosso una vera e propria accusa nei confronti del Segretario della Lega. “Nelle scorse settimane, una macabra scritta anonima rivolta ai “leghisti” è apparsa su di un muro cittadino. Un atto grave, di odio e intolleranza, che la politica provinciale ha coralmente condannato, richiamando la necessità d’interpretare il confronto sempre, anche quello più risoluto, come contraddittorio leale e sereno fra opinioni diverse”, fin qui nulla di particolare se non che la scritta non era solo una, ma varie e che la condanna non è stata affatto corale, soprattutto da parte di coloro i quali spesso si dicono “democratici”.

La question time comunque é andata avanti citando Megalizzi: “Alla memoria mi sono tornate allora alcune parole ricorrenti, condivise da tutti in quest’Aula, durante la discussione della mozione n. 6/XVI per istituire un forum annuale in memoria di Antonio Megalizzi. In quella proposta, partita dal collega Ghezzi e concordata per la Giunta con l’assessore Bisesti, abbiamo condiviso la necessità di parlare di pace, di dialogo, di collaborazioni”.

Tonini ha poi affermato: “Per questo, ammetto di essermi profondamente dispiaciuto nel leggere la nota con la quale l’assessore Bisesti ha condannato quella grave scritta, constatando la momentanea scomparsa di quell’esercizio del dialogo e del rispetto che solo pochi mesi fa ci aveva accomunati nell’approvazione di quella mozione”.

Il problema di questo mancato clima di pace interrotto? Aver usato ironicamente verso quelle forze antagoniste l’aggettivo “democratiche” perché, per Tonini, questa può essere usata solo con riferimento ai democratici, ovvero (come detto) al Partito Democratico, senza allusione alcuna alle forze antagoniste (di sinistra o estrema sinistra), che spesso contestano i partiti di destra usando termini tutto fuorché democratici.