Le donne della Lega sfilano a Trento con scialli rossi per dire no al revenge porn e alla violenza contro le donne

Si è svolta oggi pomeriggio, al termine di una marcia lungo le vie del centro storico, la conferenza stampa delle Donne Federali + della Lega contro il revenge porn e la violenza contro le donne. “Noi donne della Lega ci siamo per dire di no alla violenza di genere, soprattutto contro quella violenza sulle donne fatta di parole e azioni che viene ignorata se diretta a una fazione politica piuttosto che ad un’altra. Non esiste un solo partito o una sola fazione nel combattere la violenza sulle donne. Siamo tutti un unico partito e la politica si può unire per tentare di contrastare questa tragedia che tocca la nostra società”,ad affermarlo in Conferenza stampa il Capogruppo della Lega Salvini Trentino in Consiglio provinciale a Trento, Mara Dalzocchio, assieme al Capogruppo in Consiglio comunale a Trento, Bruna Giuliani, all’Onorevole Vanessa Cattoi, all’Assessore alla salute Stefania Segnana e alle Donne Federali +, ovvero le ex Donne Padane.

Nel corso della conferenza sono stati affrontati vari argomenti che le donne della Lega hanno voluto sviluppare in Trentino come il protocollo d’intesa “Per la prevenzione ed il contrasto della violenza di genere in Provincia autonoma di Trento” e la campagna “Uscire dalla violenza si può”, che sono un esempio delle iniziative messe in campo dalla Provincia autonoma di Trento, dirette alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere. L’Assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana ha voluto ricordare quanto sia importante tenere alta l’attenzione su questo fenomeno.


L’Onorevole Vanessa Cattoi, inoltre, ha voluto ricordare l’impegno della Lega durante la sua esperienza di Governo con l’approvazione del Codice Rosso che “Le donne devono aver il coraggio di denunciare le violenze che subiscono perché non sono sole. Molto è stato fatto come il codice rosso, la legittima difesa, l’educazione civica che educa al rispetto ma molta strada bisogna ancora fare. Deve essere un percorso che coinvolge tutte le istituzioni a più livelli. Dobbiamo partire fin dall’educazione dei nostri figli, lavorare sulle politiche di conciliazione casa_lavoro perché la prima vera forza e libertà per una donna parte anche dall’indipendenza economica. La strada da percorrere è ancora molta ma se ci uniamo tutti con l’obiettivo nobile di sconfiggere la violenza nei confronti delle donne sono sicura che molte vite verranno salvate e molte donne troveranno la forza e dei buoni motivi per denunciare perché devono ricordare che non sono sole e se vogliono bene a loro stesse e ai loro figli devono denunciare e devono tornare ad essere libere”.