Mose. Zaia (Lega): “Se non venisse realizzato sarebbe una tragedia”

A poche settimane dall’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio Venezia e con le polemiche circa l’utilità del MOSE che ancora caratterizzano la stampa nazionale, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia (Lega) è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, per esprimere il suo punto di vista e cercare di porre la parola fine alle incessanti polemiche che l’hanno accompagnato nelle ultime settimane.

Luca Zaia ha iniziato il suo intervento parlando del Comitatone per Venezia: “Partiamo dal presupposto che il Comitatone è una realtà istituita per legge, una riunione ufficiale che ha poteri deliberativi. Il Comitatone governa tutto ciò che è la partita Mose e la legge speciale per Venezia e non si riuniva più da due anni. Io ho chiesto di convocarlo da mesi. Il Mose è un cantiere dello Stato, sono stati investiti oltre 5 miliardi, mancano ancora 320 milioni e il governo ha confermato i finanziamenti. Ci dicono che è già cantierato per il 93% quindi questi 320 milioni dovrebbero servire a completare l’altro 7%. Nel 1984, io avevo 16 anni, hanno dato l’incarico per progettare il Mose, nel 1992 quando io andavo ancora all’università, hanno fatto il progetto definitivo. L’inizio dei lavori è del 2003 e poi è storia attuale. Quindi adesso si tratterà di capire che questo Mose, modello unico nel mondo, funzionerà. Il Mose è un’opera di altissimo valore ingegneristico e di grande creatività. Paratie sott’acqua? Le paratie stanno sott’acqua perché nessuno le voleva vedere a terra, per questioni di impatto ambientale. Sulla carta dovrebbe funzionare, quando ci sarà la prova di collaudo capiremo se funziona o meno. Io spero che funzioni, altrimenti avremmo buttato 5 miliardi e mezzo. Se non funzionasse sarebbe una tragedia per Venezia, perché avremmo buttato soldi pubblici e Venezia non avrebbe risolto il problema. Dopo l’inchiesta del 2014 sul Mose, il consorzio Venezia Nuova venne commissariato con tre commissari, da quel momento è stato molto difficile avere informazioni. C’è stata una volontà di guardare da distante questo cantiere considerando quanto di grave è accaduto”.

Proseguendo, il Presidente del Veneto ha parlato anche dei danni del maltempo e dei cambiamenti climatici, aggiungendo: “Ho voluto una nomina irrituale, quella del sindaco di Venezia come commissario perché l’acqua ha fatto un sacco di danni. L’isola di Pellestrina è stata totalmente devastata dall’alluvione e ci sono persone che hanno perso la vita. (Sui cambiamenti climatici invece) I cambiamenti climatici ci sono, ma la preoccupazione è l’azione dell’uomo a favorire i cambiamenti climatici. L’uomo fa danni devastanti perché è convinto di essere immortale e più forte della natura. Bisogna avere un rapporto con la natura che sia molto più rispettoso, questa è la vera questione”.

Infine, concludendo il suo intervento, Luca Zaia ha ricordato come sia un forte fautore dell’autonomia, evidenziando come l’autonomia accorci i processi decisionali e permetta di intervenire celermente qualora ve ne fosse la necessità.