L’Ungheria esce da Eurovision perché troppo gay-friendly

L’Ungheria non parteciperà al prossimo Eurovision. Questa l’incredibile notizia, rilanciata dal The Guardian, che vedrebbe come motivazione per questa decisione una visione “eccessivamente gay-friendly” del concorso per i gusti di Orban.

In realtà non c’è stata alcuna motivazione ufficiale per questo ritiro, ma non è da escludere che la nuova politica “pro-family” di Fidesz, il partito di Orban, possa essere alla base di questa decisione. Basti pensare che, secondo la fonte britannica, un commentatore televisivo ha definito il concorso musicale come “una flotta di omosessuali” e ha aggiunto che non partecipare avrebbe causato solo benefici alla salute mentale della nazione.

Gli indizi poi sarebbero molti, secondo la ricostruzione del quotidiano inglese: alcune fonti interne alla MTVA, l’emittente nazionale ungherese, avrebbero segnalato un ostracismo verso programmi e format gay-friendly e inoltre anche un sito ungherese aveva ipotizzato poco tempo fa una possibile uscita dei magiari dall’Eurovision per motivi politici.

Le fonti ufficiali – in particolare Zoltan Kovacs, portavoce del Presidente Orban – hanno bollato come “fake news” queste ipotesi, ma al momento non vi sono altri motivi dietro a questa decisione, tanto che la stessa MTVA ha dichiarato che invece di prendere parte all’Eurovision 2020 sosterrà direttamente le produzioni dei talenti del pop ungherese.

Già in passato minacce di uscita dal concorso per motivi legati all’apertura verso il mondo LGBT erano emerse in Russia, ma l’iter parlamentare aveva poi respinto tale possibilità. “Non è raro che i Paesi abbiano interruzioni nella partecipazione al concorso musicale Eurovision. Speriamo di dare presto il bentornato all’emittente MTVA nella famiglia dell’Eurovision” ha dichiarato l’EBU, l’Unione europea di radiodiffusione, che gestisce il concorso.