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Eurozona

Macron furioso sulla nuova Commissione europea che è troppo filo-tedesca

Scintille a poche ore dalla nascita della nuova Commissione europea. Le prime avvisaglie si erano notate quando lo scorso ottobre il Parlamento europeo aveva mandato a casa Sylvie Goulard, la commissaria designata da Emmanuel Macron per rappresentare la Francia nel team di Ursula von der Leyen. Macron aveva dichiarato in risposta che la Goulard era stata vittima di un “gioco politico”, ma non si aspettava di certo la nomina di cinque tedeschi al ruolo di capo gabinetto all’interno della nuova Commissione europea. 

Sembra infatti che sia possibile la nomina di un tedesco come capo gabinetto del Eurocommissario scelto dalla francia. Una nomina che farebbe seguito all’annuncio che Björn Seibert sarà a capo del presidente eletto Ursula von der Leyen, Michael Hager di Günther Oettinger per il team di Valdis Dombrovskis, Renate Nikolay rimarrà con V Jourra Jourová, e Walter Goetz sarà capo del gabinetto di Adina-Ioana Vălean, secondo i funzionari.

Porta a cinque il totale dei capi tedeschi dei gabinetti della Commissione europea, rispetto a nessun cittadino francese. Inoltre, due funzionari dell’UE ciascuno dell’Ungheria e di Malta fungeranno da capi di uffici privati ​​di nuovi commissari.

Da questi fatti una vera e propria crisi diplomatica che ha portato i funzionari francesi a cercare di trovare una soluzione al problema che si era verificato.

L’asse franco-tedesco è stato recentemente al centro di numerosi contrasti sul come muovere l’intera Europa dopo l’uscita del Regno Unito. Macron ha bloccato l’apertura dei colloqui di adesione con potenziali nuovi membri dell’UE, Albania e Macedonia settentrionale e ha promosso un piano per rendere l’Europa militarmente più indipendente dagli Stati Uniti. La Germania non è d’accordo su entrambi i punti.

Nei fatti ciò potrebbe portare a numerosi problemi all’interno del Consiglio europeo e la promessa della Merkel di ritirarsi nel 2021 non rassicura Macron dato che avrebbe a che fare con un leader tedesco molto più deciso della cancelliera di ferro.