Educazione sessuale: per quasi 1 trentino su 2 occorre far chiarezza con i figli fin dalle elementari

Rispetto alle ragazze, i ragazzi non vanno dall’andrologo, ma oggi per 1 trentino su 2 anche la prevenzione maschile a questa età è fondamentale

Torino, 28 novembre 2019 – Parlare di intimità e di salute di genere con i propri figli è tradizionalmente considerato un tabù. Si ha difficoltà ad affrontare l’argomento, spesso lo si rimanda o lo si trascura persino del tutto. Ma, a ben guardare, oggi sembra farsi strada una maggiore sensibilità: per quasi un trentino su due (46%), infatti, è importante affrontare in famiglia il famoso “discorsetto” fin dalle scuole elementari. Come base per un successivo, sano sviluppo durante l’adolescenza.

È quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua sul welfare1, che ha realizzato un’ampia indagine sull’adolescenza.

L’andrologo non è ancora di tendenza

Si registra anche una maggiore attenzione per la prevenzione sulla salute di genere, dove da sempre c’è un fortissimo gap. Se di solito, infatti, le ragazze vanno fin da giovani dal ginecologo, lo stesso non si può dire dei loro coetanei maschi.

Per un abitante di Trento su due (50%), tuttavia, anche per i ragazzi è fondamentale iniziare a fare visite andrologiche fin dall’adolescenza. Ma le voci discordi non mancano, e ancora quasi uno su tre (29%) ritiene necessaria la prevenzione solo per le ragazze.

Quali sono allora le ragioni alla base di tutto questo? In primo luogo, una scarsa informazione sul tema e in particolare sulle problematiche di salute maschili (42%), ma anche una certa difficoltà a parlare dell’argomento (26%). In questo senso, un ulteriore 21% dice che questa situazione nasce dalle famiglie dove i genitori dovrebbero mostrarsi più sensibili. C’è poi chi, un 8%, ne fa anche una questione culturale.

Un’età fragile: difficoltà e rischi dell’adolescenza

Il rischio più temuto da quasi un trentino su tre (31%) è l’uso di sostanze stupefacenti. Ma a destare sempre più preoccupazione anche gli episodi di bullismo (29%). Un 27% indica invece l’utilizzo eccessivo, che può arrivare fino alla dipendenza, della tecnologia.

Per arginare questi rischi hanno un ruolo importante le esperienze di gruppo (56%), come quelle dello sport, dove si trasmettono valori positivi e l’importanza di relazioni rispettose. Inoltre, un trentino su tre (31%) ritiene indispensabile la figura dello psicologo, che possa ascoltare i ragazzi, intervenire e prevenire situazioni di disagio e difficoltà.

Per uno su tre (31%), infine, anche i social network sono un veicolo dalle potenzialità educative: aprono canali di ascolto per gestire disagi e problematiche giovanili (33%), fanno passare messaggi di sensibilizzazione (25%) e favoriscono le interazioni e la condivisione tra coetanei (19%).

“L’adolescenza è una fase molto importante per la crescita della persona. Dal nostro Osservatorio sul welfare è emersa una crescente sensibilità verso il tema della prevenzione e della salute per questa età.” – commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo – “In questo, le famiglie ricoprono un ruolo centrale, che è importante sostenere. Noi di Reale Mutua siamo da sempre al loro fianco con soluzioni su misura che permettono loro prendersi cura della salute dei figli in strutture d’eccellenza con specialisti qualificati e a costi contenuti”.

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.

Fondata a Torino nel 1828, la Società Reale Mutua di Assicurazioni è la più importante Compagnia di assicurazioni italiana in forma di mutua. È capofila di Reale Group, un Gruppo internazionale nel quale operano oltre 3.700 dipendenti per tutelare circa 5 milioni di Clienti. Reale Mutua offre una gamma molto ampia di prodotti, sia nei rami Danni sia nei rami Vita. I suoi Soci/assicurati sono quasi 1,4 milioni, facenti capo a 355 agenzie presenti su tutto il territorio italiano. La Società evidenzia un’elevata solidità, testimoniata da un indice di solvibilità (Solvency II), calcolato con il Modello interno Parziale, che si attesta al 370,7% (Year End 2018).