Nel sangue della destra

Quanto fascismo nel sangue della destra? Lo ha chiesto la trasmissione “Piazzapulita” condotta da Corrado Formigli. L’intento, dato che è stata posta nell’ambito del servizio  “Verona nera” che, partendo dal “caso Balotelli”, voleva dimostrare come questa città sia caratterizzata da una massiccia presenza di fascisti, era anche quello di insinuare il dubbio che in Fratelli d’Italia vi sia del fascismo.
E’ sempre così. Quando la destra avanza e la sinistra è in crisi ecco comparire “il pericolo fascista”. E’ una vecchia tecnica: per superare le proprie difficoltà, per distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi si agita un pericolo comune, un nemico immaginario. I grillini, il Pd, la sinistra e il governo Conte sono in crisi? No problem! Basta lanciare l’allarme sul “pericolo fascista” partendo da episodi irrilevanti o addirittura inventati e la gente si distrae.
Così basta un che tifoso -uno su 20 mila!- abbia fatto un “uuh” per scatenare una campagna di stampa su Verona “nera” e razzista. E se a Roma una libreria e un bar vengono incendiati, basta dire che si tratta di “attentati fascisti”, anche se poi la polizia fa sapere che era una questione di racket.
Il Fascismo è stato un fenomeno storico, un regime e non c’è alcuna possibilità che ritorni. Di questo devono prendere atto tutti. Che poi abbia lasciato un’eredità in termini di idee che è stata raccolta, trasmessa e attualizzata è un altro paio di maniche. I regimi finiscono, le idee no. I regimi si possono abbattere, le idee no. E se sono valide vengono portate avanti dagli uomini e diventano patrimonio collettivo del popolo. Si metta il cuore in pace chi vuol fare l’esame del sangue alla destra: un po’ di quelle idee le troverà. Piaccia o no la destra italiana ha due anime: una di estrazione cattolica ed una di estrazione fascista. Affermare che l’eredità del fascismo è il manganello e l’olio di ricino è come dire che l’eredità del cattolicesimo sono la “santa inquisizione” e i roghi delle streghe. Un conto sono le idee, un altro la violenza e l’intolleranza, epifenomeni figlii della stupidità.