Finalmente Biloslavo ha potuto illustrare il giornalismo di guerra a Trento

Si è tenuto al museo Caproni, all’aeroporto di Mattarello, l’evento “la guerra di oggi, l’alba di un nuovo Medioriente fra cultura e tradizione”, a cui hanno aderito numerose persone.
Una conferenza organizzata dall’assessorato all’istruzione, università e cultura della PAT, che ha riunito Fausto Biloslavo, reporter di guerra, Raffaele Crocco, storico giornalista RAI, e Sebastiano Caputo de L’intellettuale dissidente.

A curare l’introduzione l’assessore, Mirko Bisesti, che ha sottolineato l’importanza di presentare “una Trento che non si è piegata di fronte alla violenza”, e “ai fatti avvenuti di fronte alla facoltà di sociologia”, il 30 ottobre scorso, quando un gruppo di facinorosi ostruì la conferenza del giornalista Biloslavo, chiamato a parlare come ospite in aula Kessler.

Durante l’evento si è parlato di Libia, sottolineando l’assenza assordante delle istituzioni Ue in questo delicato momento, in cui servirebbe maggiore coesione, ed una forte presenza di interessi nazionali volti a creare, come sembrerebbe, vuoti di potere nel medio oriente; come emerso da quando gli Stati europei adottarono determinate politiche estere scegliendo di patrocinare le primavere arabe e conducendo alla frammentazione del quadro di potere e di equilibrio nel Nord africa e dell’intera area medio orientale.

Si è inoltre parlato del fronte curdo e siriano, dove l’abbandono delle truppe USA e il ritardo nell’intervento europeo, a tutela del popolo curdo che tanto ha contribuito nel conflitto contro l’ISIS, ha spianato le strade ad un nuovo bagno di sangue. Il tutto accompagnato dai video e dalle storie sul campo del giornalista e reporter di guerra Biloslavo, presente su tutti e due i fronti.

Un evento dunque, all’insegna della democrazia e del dibattito, con molti interventi del pubblico, fra cui quello di uno studente di UNITN che condannava la violenza dei facinorosi che la scorsa volta, proprio nel nome della democrazia e della libertà di pensiero e parola, ha impedito il regolare svolgimenti del dibattito, ribadendo quanto sia tuttavia maggioritaria la presenza in facoltà di un pensiero democratico e libero.

Il valore simbolico della giornata di ieri, verrebbe da sottolineare, è infatti proprio quello di riaffermare veementemente che, insieme ad UNITN, PAT e giornalisti trentini, non bisogna mai arrendersi.

Anche la cittadinanza, dopotutto, ha accolto con un importante sostegno Biloslavo e, in primis, la libertà di espressione. Quest’ultima spesso sulle bocche di molti, ma poi dimostrata da pochi. Pochi, ma buoni.