Scioperi per il clima e Sardine sono marketing, declinato su temi etici, inculcati da “sopra”

Mi piace cominciare questo articolo con una foto (anzi con una pubblicità comparativa) che rende benissimo l’idea – da sola – del concetto che si vuole esprimere: volendo si riesce a “vendere” tutto, persino lo sciopero per il clima, è sufficiente che il PRODOTTO sia ben confezionato e che funzioni con testimonial giusti e con slogan giusti. La giusta dose di emergenza (reale, sia chiaro, il Parlamento Europeo ha segnato il passo sulla situazione del pianeta, proprio questa settimana). Ma allora come mai non si vendono le cose “che fanno bene a tutti”? Si vendono anche i delitti, figuriamoci la FINE DEL MONDO.. è uno dei libri più letti, la Bibbia. Non dimentichiamocelo.

Hanno scoperto come farla funzionare anche in Salsa Vegana!

Quindi, incamminandoci virtualmente (perché è terminato da due giorni) lungo il corteo, ufficialmente composto da bambini delle scuole, che disegnano bandiere della pace (con le scritte arcobaleno che si ricordi erano il simbolo originale di un immaginario politico, appunto i “VERDI ARCOBALENO” che adesso sono vecchietti ma hanno messo l’INDEX del marketing nelle generazioni attuali, e unicorni che per anni non si vedevano più). Estinti dalla nascita – gli unicorni – adesso si trovano ovunque, anche sui calzini, sulle mutande comprate dai cinesi e sulle gomme da masticare. Non che sia un problema, ma anche questa è sempre una piazza del marketing. I minorenni, pochi ma buoni, il portafoglio è in mano ai genitori, ma si può arrivare ai genitori attraverso i bambini? E’ pur sempre un MESSAGGIO.

E poi gli studenti più grandicelli: si è avuta la netta impressione che questi “flash mob” od eventi siano molto altro che non una spontanea adesione studentesca. Lo era anche il ’68 come mai adesso dovrebbe essere diverso?

Di fronte a immagini come quelle che seguono, però, diventa EVIDENTE che il passaggio dal web alla piazza NON HA una mediazione razionale e concretizzata in una coscienza del pensiero e delle azioni. Qui sotto vediamo – ad esempio – alcune immagini, tratte da twitter, che spiegano perché mettere in piazza tra le Sardine e i Fridays i ragazzini, in mano al marketing, non servirà al pianeta e non aiuterà a capire né l’etica ambientale, né quella politica.

Nella foto che segue, si vede una manifestazione contro il BlackFriday che era contestuale allo sciopero per il clima, e in due immagini di screenshot si risolve il CORTOCIRCUITO DI UNA GENERAZIONE.

Vediamo ad esempio in questo caso un nonsense: studenti in Francia bloccano APPLE nel giorno degli sconti, postando la loro azione di contestazione da un prodotto APPLE. Questo dimostra in concreto che non c’è la concezione del “coltan” e dell’ambiente, ma che la procedura della contestazione, nella migliore delle ipostesi, è stata assorbita grazie al sempre solito MARKETING. Tutti in piazza, zero cambiamenti concreti.

PARTIGIANI CON SIGARETTE E I PHONE MINORENNI CHE FUMANO PER LA NATURA?

Ma al di là di questa, che resta forse la Figura di Papiro peggiore ce ne sono altre:

In alcuni casi sono state proprio le persone che hanno partecipato a scrivere su twitter che molti ragazzi erano lì solo per non andare a scuola, ma non si vuole fare il processo alle intenzioni.

I post dubbiosi sono così tanti che bensì si intende sottolineare che i ragazzi – secondo il nostro parere – non hanno la concezione esatta del problema: essi infatti manifestano perché indotti dalla situazione, rischiando peraltro un effetto ricarico. Ovvero: realizzando posteriormente quanto accaduto, il cortocircuito potrebbe ritorcesi contro il loro stesso futuro; cioè una reazione avversa e contraria, il menefreghismo disincantato.

Altro che #FridaysForFuture: è emergenza giovanile. Il linguaggio che richiama il BLOCK di altro colore, per non parlare delle parole ad esempio PARTIGIANI, ma anche – e peggio – l’organizzazione, che posta video in cui i ragazzi minorenni fumano e usano l’I-Phone, vantandosene e facendo appunto emergere l’enorme GAP che divide quanto si fa davvero da quanto si dice di fare. Fumano .. una manifestazione per l’ambiente e fumano.. non c’è molto da aggiungere.

GERMANICI CON FESTONI DI PLASTICA E TUTE DI PLASTICA PER FARE LA FOTO DAVANTI ALLO STABILIMENTO E PUBBLICARLA ON LINE .. PER SALVARE IL PIANETA

Altri invece hanno ben chiaro che cosa possa significare questa massa di giovani che manifestano: parliamo dei politici, prendendo alcuni esempi non sospetti. Loro sanno come tradurre queste persone in VOTI e non si esimono dal cominciare a corteggiare minorenni.

Esiste o non esiste nel processo alle intenzioni un legame tra le Sardine e gli scioperanti per il clima? Le Sardine – in un certo modo – a Roma e a Genova “sono cadute” non sono riuscite a star fuori da una manifestazione che poteva essere utile..

Il filo rosso che li unisce come viene mosso? Beh .. a noi piacciono gli esempi di cui sotto, quelli che oltre a fare lo sciopero insegnano qualcosa, rarissimi. Buon futuro dunque a voi.

A Roma e a Genova INVECE il Movimento delle sardine ha manifestato INSIEME agli studenti. Non si può negare. Ne hanno parlato Huffinghton Post e RomaToday. Hanno fatto bis, cos’è se non MARKETING? E questo non ci piace.

SARDINE E SCIOPERANTI PER IL CLIMA INSIEME A ROMA E A GENOVA

Laura Studentessa è il tipo di SCIOPERANTE CHE CI PIACE.

A cura di Martina Cecco