Francia. Sindaco vieta ai suoi cittadini di morire nei week-end

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Ha dell’incredibile quanto accaduto nel villaggio francese di Gresle, nel dipartimento della Loira, dove il Sindaco ha emesso un’ordinanza che vieta ai suoi cittadini di morire nelle loro abitazioni il sabato, la domenica e nei giorni festivi sino a data da destinarsi.

Questo provvedimento è stato “provocatoriamente” preso a seguito delle difficoltà che la cittadina ha incontrato nel reperire un medico, lo scorso primo dicembre, che dichiarasse la morte di un residente della locale struttura per anziani, con le ricerche che si sono protratte per oltre due ore.

Come riportato dal quotidiano francese “Le Progrès”, il Sindaco Isabelle Dugelet avrebbe preso questo provvedimento per denunciare la “catastrofica situazione sanitaria” in cui versa il piccolo comune di Gresle e i suoi 850 abitanti. La stessa Dugelet intervenuta sulla vicenda ha affermato: “le persone hanno difficoltà a farsi curare, a trovare un medico e a volte devono percorrere chilometri, il che significa che sono scarsamente rimborsati perché non sono in un percorso assistenziale. Vi sono molte preoccupazioni al riguardo nel mio comune, la salute è il problema principale nelle aree rurali di cui parlo da anni con i politici, ma nulla sta cambiando”.

In merito a questa assurda ordinanza è intervenuto anche Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, facendo un paragone anche con la situazione sanitaria nostrana: “un fatto, per certi versi, paradossale, considerato il ruolo fondamentale del medico di base, ma l’allarme lanciato in questi giorni dal sindaco francese sulla carenza dei medici è reale anche in Italia. Ad aver provocato la situazione attuale è stata una programmazione degli accessi alla formazione post-laurea inadeguata rispetto ai bisogni dei cittadini, sommata a un blocco delle convenzioni e del turn-over che sta ostacolando il graduale ingresso dei giovani medici. Quando si sbloccheranno le convenzioni e le assunzioni, anche l’Italia scoprirà amaramente che i giovani medici pronti ad essere inseriti sono inferiori alle esigenze. Intanto con il passare del tempo aumenta l’età media dei camici bianchi che lavorano e si avvicina sempre di più il momento in cui dovranno andare in pensione”.