Polizia Postale di Trento: “No al trasferimento in periferia!”

Siamo appena stati informati di un progetto che prevede il trasferimento degli Uffici del Compartimento della Polizia Postale del Trentino Alto Adige, dall’attuale sede di Via Vannetti n. 15 alla sede della Filiale Poste Italiane di Via G.B. Trener n. 7 a Trento. Ricordiamo che il Compartimento è competente anche della Sezione di Polizia di Via Resia a Bolzano.
Attualmente, i dipendenti in servizio a Trento, tra poliziotti e personale civile sono pari a 23 unità. La pianta organica approvata con un Decreto Ministeriale del 1986 ne prevede 51 (37 poliziotti e 14 civili) quindi, si attendono nuove assunzioni finalizzate al contrasto delle attività illecite attive nei sistemi informatici.
Il trasferimento è previsto entro la fine del corrente anno.
La notizia “shock” è stata diffusa alle OO.SS. durante una riunione sindacale convocata dall’attuale Dirigente del Compartimento Alberto Di Cuffa, peraltro, insediatosi appena due mesi fa.
La conferma del progetto e la volontà del Ministero dell’Interno, di trasferire la sede della Polizia Postale in Via Trener, sono state avvalorate da una visita “urgente” effettuata due giorni fa dal Direttore della 1^ Divisione del Servizio Polizia Postale di Roma, Alessandra Belardini che ha inteso fare un sopralluogo a Trento per affrontare congiuntamente con le OO.SS., le problematiche emerse in relazione al predetto trasferimento.
Per la FLP, c’è poco da discutere e da valutare.
Il progetto presentatoci (colpevolmente tenuto nel cassetto dall’Amministrazione da anni, visto che l’intero immobile di Via Vannetti 13 e 15, è interessato ad un “baratto immobiliare” avvenuto tra lo Stato/Agenzia del Demanio e la Provincia Autonoma di Trento), a ridosso con il trasferimento e quindi con grave ritardo, mancando degli elementari diritti sindacali, come le dovute preventive informative contrattuali (con evidenti e palesi azioni di attività antisindacale), è irricevibile e da bocciare nella sua totalità.

L’attuale sede in Via Vannetti n. 15, occupa una superfice di circa 870 metri quadri (730 al primo piano e 140 al pianterreno), con numero 22 posti auto in autorimessa interrata. Adeguata a garantire il sempre maggiore flusso di cittadini che si recano negli Uffici della Polizia per denunciare gli innumerevoli reati legati alla criminalità che dalle strade cittadine si è spostata nelle strade del web. Basta recarsi, in una giornata qualunque, negli Uffici di Via Vannetti per constatare le lunghe file di attesa di cittadini, costretti a chiedere protezione.
Il progetto prevede invece, l’assegnazione, negli attuali locali della Filiale di Poste Italiane, di appena 350 metri quadrati per tutti gli Uffici e con posti auto all’aperto, con evidenti problemi di sicurezza per le auto della Polizia, visto che nel 2016 la predetta Filiale fu anche oggetto di un attentato incendiario ai danni delle autovetture della medesima Filiale. Quindi, vi sarebbero circa 500 mq. in meno rispetto all’attuale superfice calpestabile degli Uffici di Via Vannetti;
I nuovi Uffici, previsti nella cosiddetta collocazione “open space”, a nostro avviso non garantiscono riservatezza e privacy durante le segnalazioni/colloqui/rilevazioni tra cittadini ed esperti addetti ad accogliere le denunce. Non sono stati previsti, per motivi di sicurezza, bagni e spogliatoi appositi per il personale in trasferimento, anzi, vi è una promiscuità sia con il pubblico, sia con altri dipendenti della Filiale Poste Italiane.
Inoltre, la FLP è contraria al trasferimento anche e soprattutto per il fatto che l’attuale sede della Polizia Postale è ubicata in centro città, dove i cittadini possono accedere facilmente ai servizi richiesti, in special modo le persone anziane e/o sprovviste di automobili.
Non è giusto collocare un Ufficio Pubblico, di estrema utilità, in una zona periferica della città (Trento Nord, zona Gardolo), per far posto a chissà quale Ufficio Provinciale che nulla ha a che vedere con l’interesse dei cittadini.
Pertanto, la scrivente Segreteria Regionale, metterà in atto tutte le proprie energie e forme di protesta per bloccare lo “scellerato progetto” che nega dignità ed onorabilità a quegli Uffici Statali che sono stati da sempre punto di riferimento dell’intera comunità trentina.