Natale del Papa: Cristo sia luce per i bambini della guerra

Papa Francesco, nel messaggio natalizio che precede la benedizione Urbi et Orbi, ricorda che la luce del Bambino che nasce è più grande delle tenebre nei cuori umani e nei conflitti. Fa appello per la pace in Siria, in Terra Santa, Ucraina e Repubblica Democratica del Congo, per le crisi in Libano e Venezuela, per chi è perseguitato per la fede e per chi deve “emigrare nella speranza di una vita sicura. Contro le ingiustizie di ogni ordine e grado.

Dal messaggio dal Vangelo, di Papa Francesco: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce, ci sono tenebre nei cuori umani, ma più grande è la luce di Cristo, ci sono tenebre nelle relazioni personali, familiari, sociali, ma più grande è la luce di Cristo. Ci sono tenebre nei conflitti economici, geopolitici ed ecologici, ma più grande è la luce di Cristo”. Cristo sia luce per i tanti bambini che patiscono la guerra e i conflitti in Medio Oriente e in vari Paesi del mondo. Ha detto Papa Francesco.

IL MESSAGGIO CONTRO LA GUERRA: “Sia conforto per l’amato popolo siriano che ancora non vede la fine delle ostilità che hanno lacerato il Paese in questo decennio. Scuota le coscienze degli uomini di buona volontà. Ispiri oggi i governanti e la comunità internazionale a trovare soluzioni che garantiscano la sicurezza e la convivenza pacifica dei popoli della Regione e ponga fine alle loro indicibili sofferenze.

Dopo la preghiera dell’Angelus, il cardinale diacono Renato Raffaele Martino annuncia l’indulgenza plenaria concessa dal papa nell’occasione. Il Pontefice: “Tutti siamo chiamati a dare speranza al mondo, annunciando con le parole e soprattutto con la testimonianza della nostra vita che Gesù, nostra pace, è nato”.

 Il presepe del Vaticano è stato allestito dal comitato “Amici del Presepio” assieme al mondo del volontariato con la collaborazione della Protezione civile del Trentino. Alcune delle 23 statue del presepe di Scurelle sono state realizzate con il legno recuperato dopo la tempesta Vaia, mentre l’abete che domina la piazza quest’anno è arrivato da un’altra zona colpita dalla tempesta dello scorso anno, l’altopiano di Asiago.

Fonte: Vatican News