Planking: si sdraiano sulla carreggiata aspettando le auto per fare la foto

Si scrive adolescenza e si legge ormoni e adrenalina: il motivo per cui internet e Instagram (specialmente) ma anche facebook abbiano portato alla ribalta queste tragiche situazioni è che essi amplificano. Sono mezzi super potenti per persone super impotenti.

Abbiamo visto la “Balena Blu”, abbiamo visto le foto del “Treno in corsa” (vicenda obsoleta che andava di moda anche tra noi matusalemme), abbiamo visto ragazzi saltare sui tetti dei grattacieli in “Parkour”, ma questa mancava. “Planking”, ma che cosa vuol dire?

La versione anni settanta e ottanta era la “Roulette Russa“, che non è solo spararsi alle tempie con la pistola con un colpo a caso, sperando di spararsi a salve, ma che era anche attraversare in macchina i semafori senza guardare se fosse verde, giallo o rosso (Battisti diceva guidare a fari spenti nella notte per vedere se è così difficile morire).

Ora l’ultima delle stupidaggini è Planking, che deriva dal fitness, farsi piatti sulle punte dei piedi.

Deriva dai Flash mob nei parchi, che somiglia alla versione suicida, ma senza rischi.

La moda dell’InstaSelfie del momento consiste nello sdraiarsi sulla carreggiata, attentendo che passino le auto; e lo chiamano proprio “Planking Challenge”, dove di Challenge non c’è proprio un bel niente. Questa moda imbecille trae spunto dagli stuntman (detti controfigure) dei film e delle serie televisive.

Le auto freneranno e faranno il possibile per evitare la persona, (pensano gli adolescenti) e “sai che risate vederli fare un incidente e poi postare la foto” .. “ahahah .. proprio risate eh!”

Anzi, un momento, riavvolgiamo, perché c’è un errore: non è così, la storia. “Guarda meglio, perché il finale cambia!”

Nei film la persona viene evitata e la macchina si rompe sul new jersey, scendono un bel ragazzo o una bella ragazza, alla bisogna, vestiti bene e vivi e vegeti; nella realtà la macchina non riesce a frenare per colpa dell’inerzia (una legge della fisica) e la persona in terra viene malamente schiacciata.

Vediamo insieme – dunque – cosa potete postare su Insta e su TikTok: innanzitutto il Selfie della testa rotta non riuscirete a postarlo da soli, voi siete il morto, per cui avete perso tempo; se anche ci fosse il fotografo della stampa la foto con le ossa che spuntano rotte e insanguinate dalle anche e le braccia tagliate fa abbastanza schifo, è Splatter ma tanto sul giornale sarete coperti dal lenzuolo, per cui non vi noterà nessuno, tempo perso; mettiamo che qualche passante azzardi uno scatto, anche se foste Ariana Grande o Alden Ehrenreich o Jared Leto verreste comunque male, e comunque non la pubblicheranno.

Nel pezzo sul giornale probabilmente prenderanno la vostra foto della Cresima per farvi passare per gente seria e non dei meri cretini, tempo perso pure quello, difficilmente metteranno la foto in cui siete nella compagnia ubriachi ma vestiti firmati.

La foto, specialmente, la peggiore, viene fuori quando in obitorio per il riconoscimento i medici vi mettono i punti per tenere insieme i pezzi di carne e di cranio recuperati, sarete nudi ma sempre coperti dal lenzuolo. No, non mostreranno i tatuaggi e piercing segreti, tranne che a mamma e papà; tempo perso anche qui.

Vostra madre e vostro padre dovranno poi firmare che il demente che ha fatto quella cosa siete voi, cioè “che è proprio suo figlio signora?“. Lì sarete grigi blu, pieni di punti, con la tipica luce da cella frigorifera per non attirare le zanzare sulla carne morta. Ecco il vostro esperimento. E non assomiglierete neanche a Laura Palmer, sia chiaro. Tempo perso insomma.

A cura di Martina Cecco

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Giornalista scientifica, scrivo per Donnissima, già direttrice di Liberalcafé. Studentessa di Filosofia a indirizzo storico presso l'Università degli Studi di Trento.