Andrea Maschio: “Lascio il Movimento 5 Stelle”

Maschio

Con una lunga lettera aperta, il Consigliere comunale di Trento Andrea Maschio ha ufficializzato la sua uscita dal Movimento 5 Stelle. Un addio, a quanto si dice nella lettera, sofferto ma resosi necessario dopo le scelte politiche dell’ultimo anno e mezzo operate dal partito fondato da Beppe Grillo.

Mi demoralizza lasciare l’unica forza politica che mi aveva fatto sperare in un cambiamento di quel sistema in cui non mi riconoscono, ma sono senza alternative alla luce del mancato rispetto dei termini, dei valori e delle condizioni originali” scrive Maschio. “Sapere di essere ora oggetto di attacco per una mia scelta, senza che gli ortodossi riconoscano gli errori, i tradimenti e i continui voltafaccia di un vertice che ormai viaggia da solo mi rattrista“.

Il Movimento prima ha fatto della parola ‘compromesso‘ un’azione inaccettabile, poi l’ha fatta diventare l’unica via possibile per il bene dell’Italia, senza riconoscere peraltro che così non è stato. A meno che non si voglia pensare che il bene dell’Italia sia portare la Lega dal 17% al 35% o far rinascere il PD” attacca il Consigliere comunale.

Il contratto con la Lega, un compromesso inaccettabile per valori, umanità e serietà, ha permesso alla stessa di arrivare dove è arrivata. Senza parlare poi dell’incredibile voto a favore dell’immunità per Matteo Salvini” continua Maschio. “Noi che abbiamo sempre detto no alle immunità, senza se e senza ma, prima l’abbiamo giustificata mentre oggi addirittura diciamo il contrario per le stesse condizioni. Evviva il compromesso e il vento che fa girare le bandiere di qua e di là“.

Ma Maschio non risparmia critiche nemmeno all’accordo che ha portato al Governo giallorosso: “Ho ancora nelle orecchie le parole di Di Maio sul PD. ‘Se mi si accusa di stare al governo col PD, io rispondo che col partito di Bibbiano non voglio averci nulla a che fare’, due mesi dopo ecco il governo M5S-PD! In queste parole c’è molto di drammatico, inaccettabile e vergognoso“.

Nessuna presa d’atto che queste scelte abbiano fatto sprofondare il consenso se non decidere di ridurre le espulsioni, vedendo che il numero di abbandoni volontari sta diventando sempre più importante” sottolinea il Consigliere. “La lotta ai pesticidi portata avanti in nome del compromesso anche qui; basti vedere ciò che è stato messo in piedi in merito all’uso dei fanghi industriali in agricoltura“.

Andrea Maschio poi non risparmia critiche nemmeno sulla questione vaccini, sulla quale aveva più volte manifestato la sua ideologia Pro-Vax: “Ho accettato, capito e portato avanti la battaglia per la libertà di scelta, al fine di raggiungere un livello di sicurezza sanitaria dei vaccini stessi. I vertici invece hanno virato completamente tradendo tutti quelli che ci avevano creduto. Nel programma elettorale del 2018, il Movimento 5 Stelle prevedeva che le decisioni di maggior interesse per i figli dovessero essere prese congiuntamente dai genitori, mentre poi autorevoli esponenti come la Spadoni e Spadafora hanno volontariamente sabotato questo punto“.

Sul 5G la questione prosegue sull’onda dell’imbarazzo” denuncia Maschio, che invece contro questi standard aveva condotto una appassionata battaglia personale. “Capisco perfettamente l’importanza degli importi incassati dallo Stato italiano, pari a 6 miliardi e mezzo in cambio dell’assegnazione delle frequenze alle compagnie telefoniche, ma vedere che non si fa nulla per la sicurezza della salute mi preoccupa non poco. A Trento su mia diretta sollecitazione Di Maio ha risposto che fino a quanto l’ISS gli dice che va tutto bene lui va avanti: peccato che l’ISS dice che va tutto bene basandosi su studi emanati fino al 2017 smentiti da quelli più recenti. Non pensavo che il movimento del cambiamento gestisse così la salute pubblica“.

Ma le accuse del Consigliere si ripercuotono anche sulla gestione delle infrastrutture: “Sulla Valdastico si poteva incidere, invece il nulla del nulla. Fui incaricato dagli stessi Fraccaro e Marini come delegato alla questione. Andai da Toninelli suggerendogli la scappatoia e sentendomi dire direttamente dal ministro che non possiamo sempre dire di no…e la Valdastico è servita. Seguì un mio tentativo di fare un’unica mozione del Movimento 5 Stelle Trentino contro la A31, a cui aderirono tutti tranne i filo-fraccariani roveretani. Non se ne è mai capito il motivo, salvo vedere che preferivano aderire a una petizione del comitato dimenticando che il politico dovrebbe aiutare il comitato, non viceversa. Da quel momento mi è stata tolta la delega e altro silenzio“.

Anni di scelte calate dall’alto, di silenzi assordanti dal vertice, di mancanza di risposte, di messa al rogo di coloro che protestano. Continui cambi di idee su possibili coalizioni nelle varie regioni. Mancanza totale di trasparenza sulle votazioni. Chi vota, da dove viene, come è posto nel territorio l’elettorato?” si domanda Maschio. “Mai che un membro del vertice chiedesse scusa o valutasse di aver sbagliato. Mai che le critiche fossero prese come costruttive: solo accuse di essere dei ribelli, fomentatori di odio e di conseguenza isolati e messi nelle condizioni di dover andarsene. Così è stato il rapporto territoriale, non siamo stati ascoltati“.

Da una parte ci si è detto che non dovevamo e non potevamo dire la nostra in pubblico, salvo non capire che quando ci avevamo provato non è arrivata alcuna risposta. Dall’altra ci venne suggerito che, essendo noi i portavoce, dovevamo agire per fare, per costruire, per strutturare. Quindi i vertici devono essere lasciati lavorare perché hanno da fare e noi, praticamente senza portafoglio, dobbiamo lavorare di giorno, fare i consiglieri di sera e strutturare il movimento la notte. Mi viene in mente Grillo e il suo Vaffa” attacca il Consigliere.

Negli anni abbiamo chiesto ripetutamente una struttura, un coordinatore, qualcuno che ci aiutasse. Mai una risposta in tempo utile per svolgere la funzione in modo serio, costruttivo e valorizzante del nostro lavoro. Credo di aver lavorato al meglio delle mie possibilità, di aver lottato e di aver speso molto più di ciò che ho guadagnato sia in termini economici che famigliari. Credo di aver svolto il mio incarico nel modo più corretto possibile nei confronti di tutti e di essere stato coerente con quanto promesso” conclude Maschio.