Neri Marcorè commenta la sua imitazione del Premier Conte

Neri Marcorè è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì dalla mezzanotte e trenta alle sei del mattino.

Sulla geniale imitazione del Premier Conte fatta da Neri Marcorè: “Conte mi è esploso tra le mani. Ho sempre affrontato i personaggi politici con un atteggiamento abbastanza leggero e scanzonato, senza star lì a studiarli particolarmente. Al di là della voce e del modo di parlare, ho pensato che potesse essere divertente e interessante considerare il Parlamento come una sorta di condominio. L’imitazione mi è venuta così, ogni tanto buttavo là qualche frasetta con gli amici, vedevo che i riscontri erano positivi, così ho pensato di costruirci attorno una storia in chiave satirica. L’ho proposto a Serena Dandini ed è nato quello che avete visto. A diventare Conte ci vogliono quattro ore di trucco. Ringrazio Maurizio e Daniela, truccatore e parrucchiera. Per me non è facile star fermo quattro ore mentre loro lavorano. Mi sembra la storia del centometrista, che magari si allena per anni e poi si esaurisce tutto in dieci secondo. La cosa non è uguale, ma l’esempio rende l’idea. Ci vogliono ore a creare il personaggio, poi in cinque minuti finisce tutto”.

Ancora su Conte: “Ho letto che ha apprezzato la mia imitazione. Lui non l’ho mai incontrato, ma ho saputo che ci si ritrova, che si diverte. Mi sembra una persona spiritosa, l’ho apprezzato molto da qualche mese a questa parte. Pensavamo fosse una figura di passaggio, destinata a fare da compromesso tra Di Maio e Salvini. Invece da agosto in poi ha tirato fuori tutta la sua grinta e la sua capacità. Tanti italiani lo sostengono, è un personaggio molto al centro dell’attenzione”.

Marcorè sta per tornare a teatro: “Sto per tornare a teatro con lo spettacolo ‘Tango del calcio di rigore’. Debuttiamo ad Ancona, nelle mie Marche, il nove. La settimana dopo saremo a Roma, al Brancaccio. Gireremo l’Italia, saremo a Bolzano, Brescia, Reggio Emilia, e tante altre località. Lo spettacolo si poggia su due registri, uno scanzonato, legato al gioco del calcio. Poi la parte più seria, che gira attorno al mondiale Argentino del 1978. Molti nemmeno lo sapevano, ma in quel Paese c’era la dittatura di Videla, c’era il dramma nelle stanze dell’orrore, il dramma dei torturati, delle persone che sparivano nel nulla. Cifre impressionanti, c’è stato un vero olocausto in quegli anni, in quella dittatura”.