E’ morto il filosofo conservatore Sir Roger Scruton

Si è spento dopo una terribile malattia nella giornata di oggi il filosofo conservatore e consigliere del governo Sir Roger Scruton. Aveva 75 anni. Un filosofo al centro della politica inglese e autore di testi di particolare pregio nel suo contenuto come “Essere conservatori”, “Manifesto dei conservatori” e “Bevo dunque sono”.

Nel novembre del 2018 era stato accusato di aver fatto delle osservazioni razziste, osservazioni che poi si venne a sapere che erano state fraintese e che però diedero vita ad un ampio dibattito nel Regno Unito sul politicamente corretto; il significato della frase secondo la quale i cinesi stavano “creando robot del loro stesso popolo”, non era stata valutata nell’ottica di una critica nei confronti del regime del partito comunista cinese.

Scruton si riferiva anche a un “Impero di Soros” in Ungheria – un riferimento al miliardario ebreo George Soros – ma la rivista non includeva il resto della sua affermazione che “non è necessariamente un impero di ebrei. Affermare ciò è una assurdità “.
La rivista si è successivamente scusata per il modo in cui aveva pubblicato i collegamenti dei social media all’articolo in cui “le opinioni del professor Scruton non erano rappresentate accuratamente nei tweet a suo svantaggio”.

È stato il padre del libro Manifesto dei conservatori, convinto anticomunista negli anni ottanta, ha visitato i paesi dell’Europa orientale per sostenere l’educazione clandestina attraverso reti di dissidenti. Ha sempre creduto in un’Europa dei popoli e non delle banche o del materialismo, in’Europa che si riconoscesse in valori comuni quali il crocifisso.

Celebre il suo pensiero in cui affermava: “Oggi però, oltre ai libri, c’è bisogno anche di una leadership che affronti la macchina europea determinata a brutalizzare lo spirito della cristianità e a favorire un nuovo tipo di nichilismo materialista. Forse è dall’Italia che inizierà la battaglia per l’anima europea”.