Dopo la sospensione continua il calvario per il prof. che osò criticare l’Islam

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Sembra essere ancora molto lontano dalla fine il calvario di Pietro Marinelli, il professore di Diritto ed Economia di Corsico finito nell’occhio del ciclone a seguito delle accuse di “intolleranza religiosa”, mossegli contro da una sua alunna di fede musulmana.

La vicenda risale alla fine di maggio del 2017 quando, poco prima dell’inizio di una lezione di diritto internazionale in una quinta superiore, il prof. Marinelli aveva notato come un’alunna non si fosse alzata in piedi, come consuetudine, al momento del suo ingresso nell’aula. La ragazza, interpellata sulla natura del suo gesto, aveva addotto al Ramadam come causa della sua impossibilità ad alzarsi.

Dalla discussione che ne era scaturita, il docente aveva esortato la 18enne di origine egiziana, nel tentativo di stimolarne il pensiero critico, ad esplicitargli il significato del Ramadam, inerpicandosi poi in alcuni personali giudizi sull’Islam e sulla pratica del digiuno, definita da lui come “priva di umanità”.

A seguito di quella conversazione con la sua alunna, Pietro Marinelli era stato oggetto di numerose critiche sia da parte della famiglia della giovane che dalla preside del suo istituto. Con la vicenda che si era risolta inizialmente con un doppio esposto ai Carabinieri (per intolleranza religiosa) e la sospensione per 7 giorni con contestuale riduzione dello stipendio e nel novembre successivo con l’iscrizione nel registro degli indagati della Procura per “discriminazione e odio razziale”.

Come riportato dal quotidiano “Il Giornale” oggi, a più di due anni dai fatti, non sarebbe ancora terminato il calvario del professore. E’ notizia recente infatti che Marinelli sarebbe stato rinviato a giudizio per vilipendio nei confronti della sua ex studentessa.

Pietro Marinelli, sull’ennesimo sviluppo “della sua personale Odissea”, ha affidato il suo pensiero a Facebook dichiarando: “il vero problema dovreste saperlo, è che non si critichi l’islam! La questione più importante è il rispetto della religione musulmana, che nessuno deve permettersi di mettere in dubbio e nessuno deve osare dire che si tratta di un’invenzione artificiosa di un individuo che ha organizzato e diretto personalmente diciotto guerre e che ha avuto undici mogli”