Torna ad attraccare in Italia la Sea-Watch di Carola Rackete, questa volta con l’ok del Viminale

The Sea-Watch 3 patrolling the Central Mediterranean Search and Rescue Zone; International Waters off Libya; 19/12/2018

Migranti, assegnati i porti alle navi Sea Watch 3 e Open Arms: la prima tedesca andrà a Taranto, la seconda spagnola a Messina.

“La gioia a bordo è inspiegabile, così come il nostro sollievo. Auspichiamo di arrivare presto a un meccanismo di sbarco e redistribuzione dei migranti utomatico, senza sporchi accordi con la Libia”. Questo il tweet diramato dalla Ong Sea Watch 3, Johannes Bayer, divenuta famosa dopo gli scontri con l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e poi tornata in mare (dopo aver vinto la sentenza in appello), che a breve attraccherà al porto “sicuro” di Taranto

“Abbiamo il porto di Messina #CadaVidaCuenta” hanno esultato invece gli spagnoli. Che a bordo hanno un buon numero di bambini e donne incinte.

A darne notizia, sul noto social network, è direttamente il portavoce a bordo, dopo il via libera dell’Italia all’attracco in un porto sicuro e il duro tweet – di diciassette ore prima – rivolto anche all’Unione europea, colpevole secondo la organizzazione non governativa di negare il diritto di attracco in un porto sicuro. Un diritto “negato a 119 persone, a bordo della Sea Watch 3”. Ancora una volta “l’Europa – si legge nel tweet – ricorre a inutili negoziazioni ad hoc, parlando di quote anziché di diritti umani. Il tutto mentre la Germania ignora le offerte di oltre 130 città accoglienti. Italia e Malta ritardano la risposta”.

Ora però la risposta è arrivata, questa volta direttamente per voce del nostro Governo, che ha dato l’ok all’imbarcazione tedesca che in quest’ultimi giorni ha recuperato oltre cento migranti in tre diverse operazioni, forse anche a seguito dell’intensificarsi dei conflitti in medio-oriente e in Libia.

E proprio appellandosi ai leader europei, l’ong tedesca fa sapere: “speriamo di arrivare presto a un meccanismo di sbarco e redistribuzione automatico, senza sporchi accordi con la Libia“.