La Consulta (a trazione giallorossa) tiene in vita il Conte bis

Dei 15 membri della Corte, solo uno (Luca Antonini) è stato nominato su indicazione del centrodestra, tutti gli altri sono stati indicati su proposta diretta di M5S, PD, Napolitano e Mattarella

La Corte Costituzionale dice ancora no alla Lega di Matteo Salvini, bocciando il referendum, fortemente voluto dal Carroccio, per l’abrogazione della norma dell’attuale sistema elettorale inerente alla distribuzione proporzionale dei seggi in favore del sistema maggioritario puro.

La Consulta, che come è noto è caratterizzata da una forte anima PD-M5S, ha definito il referendum inammissibile e, tra le motivazioni addotte, vi sarebbe quella dell’eccessiva manipolabilità di alcune sue parti. Secondo la Corte inoltre, il referendum sulle leggi elettorali andrebbe a creare un vuoto colmabile solamente con una nuova normativa, aggiungendo di aver agito sempre secondo il principio di garantire la costante operatività del Parlamento.

Come riporta ANSA, la decisione della Corte avrebbe lasciato un Matteo Salvini molto rammaricato per lo sviluppo degli eventi. Il Capitano della Lega, a margine della decisione, non ha trattenuto il livore dichiarando: “la Consulta è una delle ultime sacche di resistenza del vecchio sistema e dice che di legge elettorale, di Parlamento e di Governo possono occuparsi solo i partiti, non gli italiani. È una scelta contro la democrazia. Poi si andrà a votare perché questi litigano ogni giorno. La decisione della Consulta ha allontanato la democrazia non il voto.”

Salvini ha poi ricordato come la sovranità appartenga al popolo e che questa decisione non fermerà la Lega dal continuare ad andare nelle piazze e raccogliere firme per chiedere l’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Aggiungendo infine come l’Italia abbia bisogno di certezze che l’attuale Governo non è in grado di fornire, troppo occupato a litigare per preoccuparsi della sua stabilità e delle sorti del Paese.