L’Ue (e la sinistra) non si oppongono all’utero in affitto. Pe respinge emendamento Lega

E’ notizia recente la bocciatura, da parte del Parlamento Europeo, di un’emendamento proposto dall’eurodeputata della Lega, Simona Baldassarre, che andava contro l’ormai sempre più diffusa pratica della maternità surrogato e dell’utero in affitto.

L’Ue non ha ritenuto sufficienti le motivazioni addotte da Simona Baldassarre che ha presentato le sopracitate pratiche come chiare violazioni dei diritti umani e della dignità delle donne. Per l’eurodeputata della Lega infatti, l’utero in affitto e la maternità surrogato sarebbero l’apice di un vero e proprio business atto a sfruttare donne in difficoltà e bisognose di denaro.

La decisione del Parlamento europeo non è stata priva di strascichi e la stessa Baldassarre non ha trattenuto il suo sdegno con un post su Facebook, dove, riportando una nota di cui era protagonista, ha sfogato tutta la propria frustrazione per la repulsione dell’emendamento: “sono allibita – ha dichiarato – dall’atteggiamento del Parlamento europeo, che oggi ha bocciato il mio emendamento alla relazione sui diritti umani che condannava la maternità surrogata come chiara violazione dei diritti umani e della dignità della donna. In questo modo, si è reso complice di un vergognoso business in continua espansione da quasi 6 miliardi di dollari l’anno, dove ricchi acquirenti sfruttano donne dei paesi poveri mercificando il loro corpo come una nuova forma di schiavitù. Bambini innocenti strappati alle madri diventano un mero oggetto contrattuale, calpestando lo stesso articolo 7 della Convenzione sull’infanzia”.

Inoltre, l’eurodeputata della Lega, ha ricordato come il Parlamento europeo abbia peccato di coerenza, dato che in passato si era già espresso contro la pratica dell’utero in affitto. Ipotizzando poi, come il voto sia stato negativo solamente perché l’emendamento era stato presentato e promosso da Lega.

Simona Baldassarre non è stata l’unica ad indignarsi per il secco rifiuto del Parlamento Europeo, anche molti altri esponenti della politica italiana (ed europea) hanno espresso il loro sdegno per la decisione presa dai vertici europei.

Su tutti, spicca il Ministro Teresa Bellanova che, dimostrando come certe battaglia non abbiano colore politico, sempre attraverso un post su Facebook, ha dapprima invitato il mondo politico a prendere una posizione su questa tematica così importante per moltissime persone, successivamente ha aggiunto: “Non mi piace mai usare tanti giri di parole, non lo farò su un tema come questo. Nella battaglia per la libertà delle donne, contro la mercificazione, contro l’idea di poter vedere nel corpo femminile un mero scopo riproduttivo, non trovo alcun imbarazzo ad esprimere il mio secco no a qualsiasi forma di “utero in affitto”. Io non giudico né condanno il desiderio di essere madre o padre. Dico che non può essere a tutti i costi se i costi sono di questa natura. Non si può insistere a mascherare questa pratica con quella antichissima del dono, quando chi dona è il soggetto debole della relazione. E semmai aggiungo che una radicale riforma delle leggi che regolano l’adozione e l’affido non è più rimandabile”.

Infine il Ministro ha invitato il mondo politico ad ergersi a difesa della dignità delle donne, affermando di essere pronta anche a forti scelte radicali pur di raggiungere il suo fine.