Gregoretti. Salvini si fa processare e per la sinistra, che voleva processarlo (ma si astiene) è propaganda

Oramai è ufficiale, l’ex Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, verrà processato con l’accusa di sequestro di persona per il “Caso Gregoretti”. La Giunta parlamentare per le immunità ha concesso l’autorizzazione a procedere nei confronti del leader della Lega, ponendo fine ad una “bagarre” che nelle ultime ore aveva caratterizzato l’opinione pubblica italiana ed internazionale.

Non sono comunque mancate le polemiche, con la seduta che ha rischiato di saltare per l‘assenza di ben 12 senatori (10 della maggioranza e 2 del gruppo misto), solo grazie alla presenza di tutti e 10 i senatori dell’opposizione, è stato possibile raggiungere (e superare) il numero legale minimo per poter dichiarare valida la seduta e procedere alla votazione.

La maggioranza ha deciso di disertare questo importantissimo appuntamento, per stessa ammissione di alcuni suoi esponenti, ritenendo inutile parteciparvi a causa dell’eccessiva strumentalizzazione dell’evento. Coloro che erano stati i primi fautori di questa votazione hanno poi accusato Matteo Salvini di aver sempre fatto campagna elettorale e di aver mancato di rispetto alle istituzioni.

L’assoluta mancanza di coerenza della maggioranza targata PD-M5S ha poi visto il suo apice con le dichiarazioni di Luigi Di Maio, che ha contestato all’ex alleato di Governo l’essere passato “dal Sovranismo al vittimismo” e di aver sempre perseguito le proprie strategie personali.

Tali dichiarazioni non sembrano aver sortito alcun effetto su Matteo Salvini che ha aspettato l’esito della votazione vicino al suo elettorato. Il Capitano della Lega, alla folla, ha dichiarato di essere pronto ad andare in tribunale a testa alta, consapevole di aver sempre agito per il bene del paese e dei suoi cittadini, aggiungendo: “Per la libertà sono pronto alla prigione”.