Follia ecologista: spugnette mestruali al posto degli assorbenti

In un mondo che cerca di essere sempre più ecosostenibile, non poteva mancare una versione ecologista alternativa al tradizionale assorbente. Sul mercato infatti stanno entrando in scena le spugne mestruali, tese a sostituire tanto gli assorbenti quanto le recenti coppette mestruali.
La spugnetta mestruale è un prodotto di origine naturale, una spugna anatomica e morbida che può essere utilizzata più volte fino a un massimo di 4 mesi.

La proprietà principale, oltre alla possibilità di un utilizzo a lungo termine, è che – a differenza della coppetta – questa spugna non impedisce la possibilità di avere rapporti sessuali nel periodo del ciclo mestruale e inoltre non provocherebbe fastidi in qualsiasi tipo di attività fisica.

Perfettamente modificabile per adattarla alle esigenze della singola persona, la spugna ha bisogno di essere tenuta in ammollo con acqua e aceto, così da neutralizzare il pH. Subito dopo potrà essere usata come il tampone. Una volta tolta, basterà strizzarla per far fuoriuscire il liquido raccolto per poi bagnarla di nuovo in acqua calda e aceto per prepararla all’utilizzo successivo.

Queste spugne, dal costo di 15-20 euro secondo le varie pubblicità, vorrebbero dunque essere il futuro dell’igiene intimo in fatto di ciclo mestruale. Eppure dai commenti apparsi su Facebook sotto alcuni video dimostrativi sembra che il gradimento delle utenti non sia poi così alto: alcune donne hanno manifestato perplessità sul sistema di pulizia, trovando poco gradevole doverlo fare, magari per motivi lavorativi, nei bagni aziendali; altre lamentano che la spugna, con l’uso, si deteriora e trovano quindi improbabile che possa durare 4 mesi; altre ancora hanno dubbi a livello igienico, poiché potrebbe essere non proprio salutare conservare all’interno del proprio corpo una spugna intrisa di liquido mestruale per diverse ore.

La ricerca sul contrasto alle perdite dovute al ciclo mestruale sta producendo comunque un progresso sempre più imponente, certificando l’interesse dietro a una delle grandi battaglie di emancipazione della donna. Che un tema così delicato e importante possa essere trattato con un colpo di spugna, in nome del risparmio e dell’ecologismo, è irrispettoso nei confronti delle stesse donne.