Ultima provocazione delle sardine in vista del voto. Sabato festa al Papeete

Ultima provocazione da parte delle sardine: manifestazione sabato al Papeete, il famoso stabilimento dove trascorre sempre qualche giorno di vacanza Matteo Salvini e che è stato al centro di numerose critiche da parte della sinistra lo scorso luglio per via di alcune feste in riva al mare. Le Sardine alla fine hanno deciso di andare al… mare. Al Papeete di Milano Marittima, cioè un luogo simbolo della loro battaglia ingaggiata contro quella che definiscono la “cattiva politica” , e in specifico contro Salvini e il “salvinismo”. L’evento è stato comunicato ufficialmente sulla pagina delle #6000sardine con uno slogan chiarificatore per quanto ironico: “Ognuno al suo posto. I politici in Parlamento e le sardine al mare.”

L’appuntamento delle Sardine di fronte al Papeete di Milano Marittima – che in inverno naturalmente è chiuso – è per sabato 25 gennaio alle ore 12. Le Sardine non sono un partito, non sono una lista elettorale, non partecipano alle elezioni e quindi non sono tenute a rispettare l’obbligo del silenzio elettorale, anche se a riguardo molto si potrebbe obiettare anche alla luce di un’attività che si può identificare politica, perciò hanno deciso di mobilitarsi alla vigilia del voto, mentre i megafoni dei partiti tacciono e le luci della campagna elettorale si sono ormai spente.

Si legge sulla pagina Facebook delle Sardine: “Ognuno al suo posto. Ogni specie ha il suo habitat naturale: i leoni nella savana, i fenicotteri nelle lagune, le balene negli oceani… Talvolta, tuttavia, si ha la fortuna di poter osservare fenomeni migratori rari, come ad esempio incontrare sardine in piazza o politici nei bar o nelle sagre di paese. “Assurdo!” direte voi. E invece una leggenda narra proprio che nei mesi invernali a cavallo tra gli anni Dieci e gli anni Venti in Emilia-Romagna successe proprio questo. O perlomeno così si racconta. Erano mesi di grande carestia, in cui certi politici faticavano a trovare voti e le sardine qualcuno che parlasse un linguaggio serio e rispettoso. I primi, disperati, se ne andavano in giro sventolando slogan di dubbio gusto, abbracciando mucche e dicendo un sacco di bugie; le seconde si assembravano nei luoghi pubblici delle città per sentirsi meno sole e rispondere per le rime a quei bulli inconsistenti. Poi un giorno qualcosa cambiò. Le sardine si stufarono di un habitat che non era il loro, e vollero dare il buon esempio. Organizzarono una festa per radunare tutte le sardine anomale di terra a Bologna. Fu un evento memorabile: accorsero pesci da tutta Italia, anzi, da tutta Europa! La festa si chiamò “bentornati in mare aperto” e vide la partecipazione di decine di migliaia di sardine che si diedero appuntamento al sabato successivo, in spiaggia, per ritornare finalmente al loro posto”.

Quindi appuntamento per il 25 gennaio 2020. “Alcuni giornalisti, increduli, andarono ad assistere a quell’immersione invernale così inaudita per gli umani. E quando gli chiesero: ma perché ve ne tornate adesso in mare? Non potreste almeno aspettare i mesi più caldi? E poi, perché proprio ora che tutti si erano abituati alla vostra presenza? Le sardine risposero con un gran sorriso. “C’è chi dice che sono i gesti folli che cambiano il corso della storia, ma noi preferiamo pensare che siano i gesti ordinari a cambiare il mondo in cui viviamo.”

Ma c’è davvero questa possibilità di far la festa in vista delle elezioni?. ”Noi non ci saremo perché siamo in tour promozionale in altre località turistiche, quindi non li accoglieremo: il Papeete è chiuso”. È quanto ha affermato Marco Valtancoli, direttore del Papeete Beach di Milano Marittima che oggi è intervenuto al programma ”Un Giorno da Pecora” su Rai Radio1.