Regionali Emilia. Spuntano altre (presunte) pressioni di Bonaccini contro chi appoggia la Lega

Con l’avvicinarsi del 26 gennaio, la sfida tra Lucia Borgonzoni e Stefano Bonaccini si fa sempre più serrata, con entrambi i candidati pronti a darsi battaglia per la carica di Presidente della Regione Emilia Romagna.

Se la fase di campagna elettorale è ormai giunta al termine, oggi è l’ultimo giorno prima del silenzio, non si placano le polemiche con il presidente uscente, Stefano Bonaccini, finito per l’ennesima volta nell’occhio del ciclone mediatico.

Come riportato da ANSA, Bonaccini sarebbe al centro di nuove polemiche a causa delle (per ora) presunte pressioni che lo stesso avrebbe fatto a tre comuni in Provincia di Ferrara per “punire” il comune di Jolanda di Savoia, vietando la condivisione di alcuni dipendenti.

Tale indiscrezione è stata resa pubblica dallo stesso sindaco di Jolanda di Savoia, Paolo Pezzolato, che attraverso un’esposto ha denunciato il comportamento scorretto del Presidente regionale. Pezzolato ha affermato come, dopo che la vicesindaco di Jolanda di Savoia aveva apertamente appoggiato la Lega e Lucia Borgonzoni, Stefano Bonaccini avrebbe fatto pressioni su almeno 3 comuni limitrofi per impedire la condivisione del personale.

A seguito di tali, (gravissime), affermazioni la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo (senza ipotesi di reato o indagati) per arrivare a fare chiarezza sulla vicenda. Stefano Bonaccini, in merito, si è dichiarato assolutamente estraneo ai fatti, definendo le accuse “surreali”, aggiungendo come la sua onestà sia a prova di accuse e asserendo che questo sia l’ultimo tentativo della sua avversaria di infangare la sua posizione.

Matteo Salvini non è rimasto insensibile alla vicenda e, una volta fuoriuscito il caso, ha usato parole forti contro il suo avversario: “incredibile: spuntano parole minacciose di Bonaccini al sindaco di Jolanda di Savoia e le gravi ammissioni di un altro primo cittadino che sentiva addirittura ‘il coltello puntato alla schiena’. Cosa deve ancora succedere? In un Paese normale, oltre alla magistratura, sarebbero già intervenuti governo e soprattutto Anci”