Spinelli risponde a Moranduzzo: confermati i tagli alla Cooperazione Internazionale

L’Assessore provinciale allo Sviluppo economico Achille Spinelli ha risposto all’interrogazione presentata da Devid Moranduzzo, Consigliere provinciale della Lega, riguardo i finanziamenti pubblici per il Centro per la Cooperazione Internazionale, confermando i tagli previsti.

Il Centro, esistente dal 1° ottobre 2017, aveva infatti ricevuto 883.449,07 euro di finanziamenti provinciali nel 2017 – a fronte di un finanziamento concesso di 929.946,39 euro – e nel 2018 lo stanziamento era stato addirittura superiore a 1.200.000 euro, nonostante il contributo erogato si sia attestato a 1.158.341,34 euro.

Nella risposta, l’Assessore spinelli ha confermato che nel prossimo triennio vi sarà una progressiva riduzione annuale del finanziamento, in modo tale che nel 2022 sarà a regime un finanziamento pari a circa il 30% dell’importo concesso per il 2018, risparmiando così quasi 800.000 euro.

Se da un lato sono dunque state confermate le riduzioni, dall’altro si è posta la questione della mission dell’istituzione, dei ruoli e delle funzioni che il Centro di Cooperazione Internazionale dovrebbe ricoprire: il timore dei vertici del Centro infatti era che si andasse incontro a una effettiva “chiusura” dello stesso. Spinelli, invece, ha invitato il Centro a diventare uno snodo i concreta interconnessione con il mondo esterno, producendo conoscenza, formazione e informazione da mettere a disposizione di tutti, dal volontariato ai settori dell’economia trentina.

Sono soddisfatto della risposta ricevuta dall’Assessore Spinelli, con la quale si è confermata la riduzione progressiva del finanziamento pubblico ordinario destinato al Centro per la cooperazione internazionale” ha dichiarato Moranduzzo. “Nel 2022, il contributo sarà pari a circa il 30% dell’importo concesso per il 2018, che dati alla mano corrispondeva a un finanziamento provinciale di oltre un milione di euro: nei fatti, meno soldi dei contribuenti spesi per un settore che non aveva confronti nei territori vicini“.

Una realtà come quella del Centro per la cooperazione internazionale dovrà dunque diversificare le sue fonti di finanziamento, coinvolgendo soggetti privati” sostiene il Consigliere, che conclude: “Un’associazione no profit e indipendente, impegnata nell’analisi e nella promozione della conoscenza sui temi della cooperazione internazionale, degli affari europei, della pace e dei diritti umani deve operare, al fine della sua stessa crescita, alla pari di tante altre realtà associative che con mille difficoltà cercano di svolgere attività no profit senza alcun contributo pubblico“.