Clima. Anche gli scienziati italiani contro l’allarmismo “gretino”. Ecco perché

Negli ultimi mesi, grazie sopratutto al “Fenomeno Greta Thunberg”, nelle persone di tutto il mondo è cresciuta a dismisura la consapevolezza di dover prestare maggiore attenzione all’ambiente e all’impatto dell’uomo su di esso. Consapevolezza che con il passare dei mesi (e delle dichiarazioni) si è trasformata in un vero e proprio allarmismo su scala globale.

Per cercare di riportare la situazione su toni “normali”, ancora la scorsa estate, un gruppo di scienziati italiani aveva inviato una petizione al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo di non farsi prendere dal panico (e dagli eccessivi allarmismi) e di adottare misure “green” che fossero coerenti con le attuali conoscenze scientifiche in materia.

Tale petizione faveca riferimento, in maniera più che palese, al clima catastrofico e di terrore che Greta e i suoi sostenitori hanno per mesi promosso. In particolare, gli scienziati, rigettano (parzialmente) la tesi secondo la quale il problema del riscaldamento climatico sarebbe esclusivamente di matrice umana.

Secondo Uberto Crescenti, Giuliano Panza, Alberto Prestininzi, Franco Prodi, Franco Battaglia, Mario Giaccio, Enrico Miccadei, Nicola Scafetta (alcuni dei firmatari della petizione) tale tesi (promossa anche dall’IPCC) non sarebbe scientificamente dimostrata, ma si baserebbe su modelli climatici creati da sofisticati programmi. Tanto basterebbe per screditare parzialmente l’allarmismo gretino, anche alla luce della naturale variabilità climatica del nostro pianeta che questi programmi non sarebbero in grado di calcolare.

Intervistato da Libero, uno dei protagonisti della petizione, Franco Battaglia, ha dichiarato: “Gli interessi dietro la favola dell’emergenza climatica sono enormi. Abbiamo sfidato i nostri detrattori a un confronto pubblico, si sono rifiutati. I modelli climatici non hanno ricostruito il clima caldo del passato né l’arresto del riscaldamento degli anni 1940-75 e neppure hanno previsto il clima degli anni 2000-2019. La nostra petizione nega che sia stato dimostrato che l’attuale riscaldamento globale sia dovuto alle emissioni antropiche”. Aggiungendo: “non c’è prova che l’uomo abbia mai influito sul clima in modo misurabile. La CO2 è un gas serra ma dire che riscalda il pianeta sarebbe come sostenere che chi mette un cent al giorno nei forzieri di Paperone può influire sulla sua ricchezza”.

In sostanza, i promotori del catastrofismo climatico, pur di far valere le proprie tesi ignorerebbero la storia climatica del mondo. Dove, nel corso delle varie ere, si sono verificati più volte aumenti e diminuzioni delle temperature senza che questo abbia provocato “la fine del mondo”.

(Fonte: Il Giornale)