Dal 2021 saranno sul mercato le prime auto “made in Trentino”

La passione per la meccanica e i motori di Matteo Bertezzolo, quarantenne ex giurista di origine veronese, è la molla che ha dato origine alla prima casa automobilistica con sede e produzione in territorio trentino.

“Dream, design e drive” sono le parole d’ordine di Bermat, una sorta di artigianato sartoriale dell’ingegneria automobilistica. L’impresa si rivolge agli appassionati di auto sportive biposto, che amano possedere un’auto unica, che ha un’anima, espressione del proprio stile di guida. È la risposta al sogno di creare la propria vettura decidendo i componenti nei minimi dettagli, dal telaio alla meccanica, dalla trazione all’alimentazione.

La startup è insediata in Polo Meccatronica, l’incubatore hi-tech di Trentino Sviluppo a Rovereto, ed ha lanciato una campagna di equity crowdfunding che in pochi giorni ha già superato la soglia minima richiesta e che vede la partecipazione come investitore istituzionale della stessa società di sistema della Provincia autonoma di Trento che investirà il 5% del capitale raccolto.

L’obiettivo per il 2021 è di far uscire dal piccolo ma attrezzatissimo stabilimento-officina di Rovereto, al Polo Meccatronica (dal prossimo marzo nel corpo P), le prime dieci vetture. Alla base della strategia di Bermat c’è l’idea di trasferire l’artigianalità e la produzione sartoriale a livello di industrializzazione.

“Il prototipo, grazie anche alla collaborazione con ProM Facility, il laboratorio di prototipazione meccatronica, sarà pronto per la seconda metà del 2020 e a fine anno verranno aperti gli ordini. Il primo modello sarà una sport car con motore endotermico da GT4, veicoli a uso pista ma omologati anche per la circolazione stradale, con un prezzo di partenza di circa 150 mila euro” ha chiarito Matteo Bertezzolo, CEO e fondatore di Bermat.

A seguire una sport car da strada con motore full electric: Bermat userà la trazione elettrica per trarne il massimo divertimento di guida. “I nostri clienti, appassionati di motori possono scegliere su misura telaio, motori (endotermici o elettrici), trasmissione, cambio, sospensioni, freni, alettoni, prese d’aria, interni, passo, carreggiata, tipo di ruote. Per quanto riguarda lo stile della carrozzeria, è personalizzabile con un sistema micromodulare, scomponibile come le carene delle moto, in modo da permettere la ricerca della migliore armonia e coerenza stilistica da parte di chi sceglie le nostre macchine” ha poi proseguito Bertezzolo.

La passione per i motori di Matteo Bertezzolo è nata da bambino nel garage del nonno di un amico, dove ha iniziato a mettere le mani su alcune auto d’epoca. Il team di Bermat è composto da Matteo Bertezzolo, Ceo e fondatore, Jacopo Franchin, Cto, da Renzo Rizzo e Monica Rigoni che seguono il marketing. È in corso anche il potenziamento del team tecnico: un perito meccanico specializzato è in arrivo dalla Dallara ed è aperta la selezione per un ingegnere meccatronico che dovrà seguire lo sviluppo del powertrain full electric.

Ad oggi sono già entrati in Bermat: Trentino Sviluppo, Industrio Ventures e cinquanta soci che hanno investito in diversa misura per più di 300 mila euro. Sono stati ottenuti importanti contributi e agevolazioni da Provincia di Trento e Invitalia, agenzia che fa capo al Ministero dello Sviluppo Economico, per più di 1 milione e 200.000 euro.

In queste settimane Bermat sta procedendo alla capitalizzazione della società per un importo di 400 mila euro, aprendo le porte a nuovi investitori (che potranno detrarre dalle proprie tasse il 30% dell’investimento effettuato), attraverso la campagna  di equity crowdfunding sulla piattaforma Backtowork24.