Cia avverte la Lega: “Non alziamo il livello dello scontro”

Sul proprio sito, Claudio Cia ha proposto una riflessione sulle differenti strategie comunicative utilizzate in Emilia-Romagna, stigmatizzando sia quella della Lega che quella del Movimento 5 Stelle e ammonendo, di fatto, il centrodestra di non commettere gli stessi errori anche nella complicata partita delle elezioni comunali di Trento.

Se le elezioni in Emilia-Romagna hanno insegnato qualcosa – scrive infatti il Consigliere provinciale di Agire per il Trentino è che ci sono due tipi di politica che non funzionano. Il primo è la politica dei linguaggi forti, che aizza allo scontro di piazza, durante il quale le regole sembrano venire meno. L’atteggiamento di chi utilizza termini come ‘libereremo Trento‘ o ‘cacceremo il centrosinistra da Palazzo Thun’ stride in una città come Trento che non è mai stata sovversiva ma piuttosto mite e difensiva“. Un evidente critica alla strategia comunicativa della Lega, pur senza mai citare il partito che attualmente governa la Provincia Autonoma di Trento. “Non mi si fraintenda, la politica è anche conflittuale ed è dall’attrito tra le idee delle diverse forze politiche che si deve formare l’energia necessaria per sbloccare Trento dall’immobilismo andreattiano“.

Cia non risparmia critiche anche al Movimento 5 Stelle: “Il secondo tipo di approccio sbagliato è quello della politica contrattualistica, che si basa su un accordo tra segreterie di partito e che determina una serie di provvedimenti che le parti si impegnano ad attuare. In questo modo, da un lato non si tiene conto delle opinioni dei rappresentati istituzionali, dall’altro conduce all’immobilismo al primo imprevisto non contemplato nel contratto“. “Questo – continua il Consigliere – dovrebbe far scattare un allarme in quelle forze politiche che dicono di sostenere un tale candidato sindaco non entrando in coalizione: a oggi non esiste alcun tipo di giurisdizione, se non il voto dei cittadini, in grado di verificare l’effettivo rispetto degli impegni assunti“.

Per guadagnare la fiducia degli elettori trentini questi due approcci non sono sufficienti. L’unico modo positivo di intendere la politica è quello di servizio alla cittadinanza: solo questo sarà in grado di smuovere Trento dall’immobilismo, dando un punto di riferimento ai suoi cittadini, ai loro sogni e bisogni. Agire per il Trentino sta partecipando al tavolo della coalizione con questo spirito” conclude il Consigliere.