Stop a “e non indurci in tentazione”. CEI acconstente a modifica del “Padre Nostro”

Alla fine hanno vinto i riformisti. La Comunità Episcopale Italiana ha dettò sì alla modifica di una delle preghiere più antiche, famose e utilizzate: il “Padre Nostro”. Si conclude così una vicenda che aveva visto anche Papa Francesco esporsi personalmente affinché venisse modificata la frase “e non indurci in tentazione”, ritenuta contraria al senso stesso della preghiera, in favore del nuovo “e non abbandonarci alla tentazione”.

Alla base di tale modifica vi sarebbe “la dimensione paterna di Dio” che verrebbe recuperata dalla nuova versione della preghiera, con un Dio pronto a non abbandonare i propri fedeli nemmeno in uno dei momenti più critici come la tentazione.

Gli innovatori, con a capo Papa Francesco, contestavano alla vecchia formula il presentare la figura dell’Onnipotente come origine delle tentazioni umani e, di conseguenza, in pieno contrasto con il senso della preghiera e con la concezione amorevole di Dio.

Tale modifica però non sarà immediata: la Comunità Episcopale Italiana ha infatti stabilito che “e non abbandonarci alla tentazione” entrerà ufficialmente in vigore a partire dalla prima domenica d’Avvento del 2020, ovvero il prossimo 29 novembre.