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Coronavirus e pacchi spediti dalla Cina. Ci sono pericoli?

“Coronavirus e pacchi spediti dalla Cina”: in molti si sono fatti la domanda se il Coronavirus possa arrivare in Italia tramite pacchi provenienti dalla Cina. Un dubbio che rischia di danneggiare colossi del commercio online, ma che nei fatti è piuttosto infondato. Sebbene debbano essere effettuati maggiori studi in merito, si deve valutare il Coronavirus alla stregua di un virus respiratorio, come un raffreddore, sebbene di famiglia diversa.

Da questo presupposto è necessario valutare il comportamento del virus sulle superfici: i coronavirus “si diffondono principalmente attraverso il contatto ravvicinato con un altro individuo, in particolare tossendo e starnutendo su qualcun altro che si trova nel raggio di circa 1 metro da quella persona“, ha detto la dottoressa Kathy Lofy a Truth or fiction, noto sito antibufale negli Stati Uniti.

Se una persona infetta starnutisce o tossisce su una superficie – ad esempio un piano di lavoro – e un’altra persona tocca quella superficie e si strofina gli occhi o il naso, quest’ultimo potrebbe ammalarsi. Non è ancora chiaro, tuttavia, per quanto tempo le particelle virali di questo nuovo coronavirus possono vivere sulle superfici. Per questo è bene lavarsi spesso le mani.

Inoltre, non si sa fino a che punto una persona con il virus diventi contagiosa. Gli operatori sanitari stanno operando supponendo che il periodo di incubazione per la malattia sia di circa 4-14 giorni, il che significa che ci vuole circa quel lasso di tempo affinché i sintomi compaiano dopo che una persona ha avuto il contagio.

Sul quesito “Coronavirus e pacchi spediti dalla Cina”, tuttavia, il coronavirus è un virus respiratorio e i virus respiratori in genere non vivono su superfici dure o porose per molto tempo essendo volatile.

Il virus si trasmette grazie alla presenza di umidità e una mascherina è un ottimo sistema per affrontare eventuali situazioni critiche. Insieme ad essa la precauzione di non toccare superfici bagnate contagiate.

I coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali (come toccare o stringere la mano e portarla alle mucose)
  • toccando prima un oggetto o una superficie contaminati dal virus e poi portandosi le mani (non ancora lavate) sulla bocca, sul naso o sugli occhi
  • contaminazione fecale (raramente).

Molti diversi tipi di virus possono causare raffreddori. A volte i virus possono sopravvivere sulle superfici interne per più di 7 giorni. In generale, i virus sopravvivono più a lungo su superfici non porose (resistenti all’acqua), come acciaio inossidabile e plastica, rispetto alle superfici porose.

Sebbene sia stato dimostrato che i virus del raffreddore sopravvivono sulle superfici per diversi giorni, la loro capacità di causare un’infezione si riduce rapidamente e spesso non sopravvivono per più di 24 ore.

I virus dell’influenza possono sopravvivere su superfici dure per 24 ore. I virus dell’influenza infettiva possono sopravvivere sui tessuti per soli 15 minuti.

Nel complesso, le finestre più corte sembrano essere le più accettate.

Su oggetti porosi, come giocattoli morbidi, vestiti e superfici in legno, i virus vitali sono scomparsi dopo quattro ore. La maggior parte dei virus che causano raffreddore e influenza rimangono contagiosi su superfici non porose – le tastiere di un computer, le paratie dei tram, i tavoli dei bar – e meno su superfici porose, come tessuti e Kleenex.

Poiché i raffreddori comuni sono causati da una pletora di virus, la ricerca sui tassi di infezione della superficie è più difficile da abbattere. In generale, la maggior parte non è più pericolosa dopo 24 ore e la sua capacità di infettare si dissipa più rapidamente su materiali porosi come i tessuti facciali.

Qual è la superficie migliore per uccidere i virus? La nostra pelle. In caso di virus influenzali e che causano il raffreddore, le particelle infettive sulle nostre mani di solito scompaiono dopo 20 minuti.

Il dubbio sulla diffusione del Coronavirus attraverso i pacchi spediti dalla Cina resta però consistente, tanto da richiedere l’intervento diretto del CDC (Centers for Disease Control and Prevention).

La risposta ai dubbi circa questo tipo di diffusione, che verrebbe in caso veicolata da ordini da siti di e-commerce, arriva direttamente dall’interno delle FAQ relative all’approfondimento dedicato dal CDC al virus: “La famiglia dei Coronavirus, da cui deriva il 2019-nCoV, è ancora oggetto di indagine scientifica e molto c’è ancora da sapere su come si diffonda. I casi precedenti di Coronavirus, responsabili di infezioni molto gravi che hanno colpito persone come la MERS e la SARS, vedevano entrambe la loro origine nei pipistrelli” si scrive, sebbene il nuovo Coronavirus sia più vicino alla SARS che alla MERS.

Al momento è difficile capire se questo virus si comporterà come fecero in passato la SARS e la MERS, ma è possibile fare riferimento a questi per orientarci su eventuali dubbi. I Coronavirus difficilmente riescono a sopravvivere sulle superfici e di conseguenza il rischio di diffusione tramite prodotti e imballaggi che solitamente vengono spediti per giorni e settimane a temperatura ambiente è molto basso” conclude il CDC.

Rischio contagio quindi? Sembrerebbe di no, anche se le posizione del CDC – che ritiene le probabilità di contagio basse – non manca di sottolineare come questa nuova minaccia virale sia ancora un sorvegliato speciale. A favore di questa affermazione l’assenza di casi di infezione avvenuti tramite il contatto tra pazienti e merci importate dal mercato cinese. Nessuna preoccupazione e forse vale la pena non dar adito a eccessivi allarmismi.