Pensione in Portogallo non sarà più esentasse. A rischio quasi 3000 pensionati italiani

Negli ultimi anni il traffico di pensionati italiani (ed europei) verso il Portogallo è aumentato sensibilmente, non a causa delle bellezze locali o del clima mite ma grazie agli incentivi che il paese lusitano rilasciava nei confronti dei “residenti non abituali”.

Nello specifico, fino ad oggi, se si dimostrava di essere residenti non abituali in terra portoghese (ovvero vivendo in Portogallo per almeno 183 giorni l’anno), per dieci anni si era esentati da qualunque tipo di tassa sulla pensione. In questo modo i pensionati italiani potevano godere della pensione regolarmente versata dall’INPS senza che lo stato portoghese prelevasse nulla.

Dal 2020 però, per i circa 3000 residenti non abituali, italiani, in Portogallo, la musica potrebbe presto cambiare. Il nuovo governo lusitano di Antonio Costa sembra pronto a introdurre un nuovo emendamento che vedrebbe i pensionati stranieri tassati fino al 10% del loro reddito annuo, togliendo di conseguenza i privilegi che, gli stessi, avevano acquisito sin dalla crisi economica del 2009.

Con questa mossa, confermata anche dalla leader del gruppo socialista in Parlamento, Catarina Mendes, il Governo portoghese ha cercato di placare le polemiche, che nel corso degli anni sono diventate sempre più vibranti, dei pensionati lusitani che lamentavano una sensibile disparità di trattamento rispetto ai loro “colleghi” stranieri.