I cinque anni di Sergio Mattarella al Quirinale

Quinto giro di boa per Sergio Mattarella. Il 31 gennaio del 2015 ci fu la sua elezione alla Presidenza della Repubblica. Un mandato cominciato in sordina, come molti altri suoi predecessori, ma che negli ultimi anni ha assunto sempre maggiore protagonismo sui grandi temi della vita civile, sulle linee guida della tradizionale politica estera italiana e sul dialogo costante con il governo e soprattutto con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Il Capo dello Stato si appresta ad affrontare gli ultimi due anni di presidenza con la speranza che l’Italia resti definitivamente fuori dalle agitate acque delle tempeste finanziarie e riesca finalmente a uscire dalle secche della crisi economica. Molti guardano a lui come punto di riferimento, altri già cominciano a pensare al dopo, all’appuntamento per l’elezione del suo successore, la cui ricerca comincerà in modo più concreto solo il 1 agosto 2021, quando inizierà il semestre bianco.

Un po’ per indole un po’ per scelta, anche l’attuale inquilino del Quirinale si era ritagliato nei primi tre anni un profilo non interventista e poco mediatico, perlomeno in apparenza, autodefinendosi “arbitro” tanto meno presente quanto più i giocatori sanno essere leali nel gioco.

Ma le linee di condotta che nella prima fase avevano fatto pensare a un presidente silente e notarile, nascondevano già in nuce diverse sfaccettature che hanno sorpreso i più. E la mente di tutti corre al durissimo ‘no’ contro cui si è infranta la nomina di Paolo Savona a ministro dell’Economia, alla profondità della moral suasion che ha riportato il governo giallo-verde al tavolo della trattativa con Bruxelles, alla mano ferma con cui ha tenuto la barra delle linee della tradizione della politica estera italiana.

Fonte: AGI