Troppe fake news sul Coronavirus. OMS diffonde vademecum per evitare il panico

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Il Coronavirus è sicuramente una delle tematiche che sta caratterizzando maggiormente l’attenzione mediatica internazionale. Con l’aumentare dei casi di contagio (anche in Europa) nella popolazione è cresciuta in maniera sensibile la preoccupazione per questo nuovo virus e per la sua rapida diffusione.

In aggiunta sul web e sui social network sono comparse diverse fake news che hanno contribuito a diffondere il panico sfruttando il fatto che questo particolare virus asiatico sia ancora parzialmente sconosciuto e non vi sia ancora una cura specifica.

Per cercare di tranquillizzare la cittadinanza l‘Istituto Superiore della Sanità ha diramato via Twitter un comunicato invitando la popolazione a non farsi prendere dal panico e a dare credito solamente alle notizie provenienti da fonti ufficiali.

Tale invito si unisce alla comunicazione, promossa qualche giorno fa, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha stilato un vademecum per fare chiarezza sulle conoscenze, attualmente, acquisite circa il Coronavirus.

L’OMS per cercare di arginare l’emorragia di fake news ha chiarito in 6 punti come comportarsi per cercare di prevenire il contagio e al contempo non farsi prendere eccessivamente dal panico.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dapprima rassicurato chiarendo come non vi sia alcuna evidenza che il Coronavirus possa essere contratto da animali come cani e gatti, aggiungendo come sia comunque buona norma lavarsi accuratamente le mani dopo essere entrati in contatto con gli animali. Successivamente ha ricordato come le persone più a rischio rimangano anziani e coloro che convivono con criticità sanitarie croniche.

Proseguendo nel vademecum l‘OMS ha evidenziato come, nonostante il lavoro prosegua alacremente, non sia ancora stata trovata una cura specifica, con antibiotici e vaccini che continuano a non essere efficaci nella lotta a questo virus.

Infine, l’OMS ha voluto specificare come il Coronavirus non sopravviva a lungo su pacchi e lettere, ponendo così la parola fine sull’allarmismo che si era generato intorno alle consegne di pacchi e prodotti provenienti dalla Cina e giunti in Italia prima del blocco aereo.

(Fonte: ANSA)