Bambini cinesi a scuola. Burioni a favore della decisione presa da Fugatti

This illustration provided by the Centers for Disease Control and Prevention in January 2020 shows the 2019 Novel Coronavirus (2019-nCoV). This virus was identified as the cause of an outbreak of respiratory illness first detected in Wuhan, China. (CDC via AP)

Fa discutere la decisione dei quattro governatori della Lega che hanno chiesto al Ministro della Salute, Roberto Speranza, di prestare maggiore attenzione alla scuola in materia di coronavirus. A schierarsi con i governatori del Triveneto e con quello della Lombardia il celebre medico Roberto Burioni che ha affermato: “La loro richiesta di avere maggiore attenzione prima di riammettere bambini provenienti dalla Cina nelle nostre scuole è giustificata“: è questo il parere di Burioni, destinato a suscitare polemiche, dato che la richiesta dei leghisti era stata denunciata dalla sinistra come un “atto di razzismo”.

Evidentemente l’esperto non la pensa così, andando in direzione contraria rispetto a Giuseppe Conte, che invece aveva rifiutato di considerare la possibilità di mettere sotto osservazione i bambini provenienti dalla Cina, impedendogli l’accesso alla scuola per un paio di settimane. “Invito i governatori del Nord a fidarsi, non ci sono le condizioni per ulteriori misure. Siamo stati il primo paese a prendere le dovute precauzioni – ha dichiarato il premier – ora però le esagerazioni ci fanno male”.

L’argomento è stato affrontato anche nel corso dell’odierna seduta del Consiglio provinciale dove Ugo Rossi ha chiesto spiegazioni in merito. A riguardo è intervenuto l’Assessore all’istruzione della Lega, Mirko Bisesti, che ha rassicurato tutti affermando che non è una misura contro i bambini cinesi, ma solo un intervento per rassicurare la sicurezza, in termini di salute, di tutti i bambini che frequentano le scuole dell’obbligo.

Sul tema è intervenuta anche la Consigliera Alessia Ambrosi che ha citato l’illustre clinico e rispedito al mittente ogni possibile accusa di discriminazione.

“La nostra lettera non ha valenza politica contro il Governo e non ha una valenza di discriminazione”, ha affermato Fugatti a Radio Radicale. “I cinesi in arrivo dall’estero a Trento andranno in un’apposita struttura a Trento su base volontaria. Nessuna protesta, anzi massima disponibilità da parte loro. Non c’entra nulla la discriminazione, faremo lo stesso anche con gli italiani di ritorno dalla Cina”.