Gabbie di bambini con patologie?

Ne parla “portale bambini” stamattina e non si tratta della nota canzone sanremese Argentovivo di Daniele Silvestri. Lungi dal volerne fare moda si tratta invece di un argomento serio: tra disturbi di apprendimento e problemi di attenzione. Tra dislessia e discalculia, tra Tourette ed iperattivita’, mica stiamo ammalando bambini sani che di lavoro fanno i bambini?

Denuncia di questo genere era stata fatta da tempo dal CCDU ovvero il comitato per i diritti umani, scagliatosi a piene mani contro la strategia di somministrare psicofarmaci ai minori, purtroppo la troppa vicinanza a Scientology in Italia ne ha annichilito il messaggio. Ma i bambini sono dei bambini.

Ora torna in auge un concetto che era stato espresso anche da Avvenire nel 2017.

Daniele Novara è un pedagogista che da anni si batte contro l’eccesso di medicalizzazione che avviene silenziosamente tra i banchi di scuola. La sua denuncia, ponderata ma molto severa, accusa la psicologia e la medicina di aver messo in secondo piano il bambino come persona, producendo danni terrificanti.

L’Istat segnala che negli ultimi anni sono raddoppiate le certificazioni di disabilità (legge 104), quadruplicati i Dsa (Disturbi specifici di apprendimento – legge 170/2010) e da ultimi sono dilagati i cosiddetti Bes (Bisogni educativi speciali). Per salire su ciascuno di questi binari occorre una diagnosi neuropsichiatrica e quindi si ha diritto a un insegnante di sostegno o a un programma specifico con facilitazioni attinenti anche alle prove di verifica. Il risultato finale è che in una classe elementare italiana un bambino su 4 è in media portatore di una diagnosi attinente a un deficit specifico.

Quello che ci si chiede e’ se non ci siano interessi in merito e come mai alcune percentuali subiscono oscillazioni tanto grandi di anno in anno e di provincia in provincia.