Quando il PD criticava l’aumento degli sbarchi sotto il Governo Berlusconi

Porti aperti versus porti chiusi: alla base due visioni di pensiero diverse. Da una parte il PD e il mondo del centrosinistra che è a favore dell’accoglienza, dall’altra quello rappresentato dalla Lega e dai partiti di centrodestra. Ma non sempre la storia è stata così. C’era una volta un partito che se la prendeva con il governo perché c’erano troppi “clandestini” e gli sbarchi erano raddoppiati nonostante le promesse del governo di fermare l’invasione. 

Quel partito non era la Lega di Salvini e neanche quella di Bossi, ma il Partito Democratico. Usava persino parole poi forti come “clandestino”, un termine che oggi è discriminatorio.

Era il 2009 e il termine clandestino veniva utilizzato contro Berlusconi e anzi quel manifesto è tranquillamente presente sul sito del Partito Democratico. A quell’epoca tutto era utile pur di criticare il Cavaliere e quindi ben venivano certi cartelli. Eppure i numeri degli arrivi di migranti erano piuttosto bassi. Nel 2009 quasi 10 mila, nel 2010 circa 4 mila.

Maria Luisa Boccia, Elettra Deiana, Isabella Peretti avevano criticato tale scelta affermando: “Proprio in questi momenti in cui riesplodono forme di “linciaggio popolare” contro quei violentatori che abbiano anche l’aggravante di essere stranieri, una politica antirazzista deve essere chiara e ferma, non dar luogo ad alcun fraintendimento come quei manifesti lasciano intendere, e che non corrispondono neppure al pensiero e alla storia di molti militanti e dirigenti dello stesso Pd”

L’espressione utilizzata dal Partito Democratico smosse anche l’ordine dei giornalisti che affrontò il delicato argomento che poi comportò, anche per merito di quel manifesto, al bando del termine.