Coronavirus. Primo caso di contagio per un italiano rimpatriato, in Cina bus separati per sanitari

This illustration provided by the Centers for Disease Control and Prevention in January 2020 shows the 2019 Novel Coronavirus (2019-nCoV). This virus was identified as the cause of an outbreak of respiratory illness first detected in Wuhan, China. (CDC via AP)

Sono passati appena tre giorni da lunedì 3 febbraio, giorno nel quale i 56 italiani che erano rimasti bloccati a Wuhan, in Cina, sono stati fatti rientrare in Italia a causa della pericolosità del coronavirus. A dare la notizia e’ ansa che riportiamo in immagine.

Dopo essere atterrati all’aeroporto militare di Pratica di Mare, i passeggeri erano stati posti in quarantena e tradotti nel campus olimpico della Checchignola, con l’intento di monitorare le loro condizioni mediche e tenerli isolati dal resto d’Italia per due settimane.

Bus separati per sanitari in Cina per evitare contagi

Sebbene i risultati delle prime analisi avessero confermato come tutti e cinquantasei gli italiani stessero bene, oggi la situazione sembra essere cambiata. Ulteriori analisi condotti su alcuni tamponi hanno evidenziato la presenza del coronavirus 2019-nCoV su di un paziente. La persona è stata tempestivamente isolata dal resto “degli esodati” e trasferita all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

La notizia è stata confermata anche dal Ministero della Salute che, con una nota, ha annunciato alla popolazione il rischio che vi fosse il primo italiano contagiato dal pericoloso coronavirus. La conferma poche ore dopo.

Contestualmente il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale ha sciolto il riserbo sui circa 35 italiani a bordo della nave giapponese Diamond Princess, nella quale sono stati riscontrati 20 casi di contagio su circa 3700 passeggeri. Le autorità hanno confermato come tra queste 20 persone non risulti esserci alcun italiano.

Si confermano alcune notizie IN BREVE dall’epicentro: 23 pazienti gravi sono guariti e gia’ dimessi con terapie miste di medicina cinese e medicina europea.

Un nuovo tampone e’ stato protocollato per la diagnosi in 40 minuti. Infine si sta procedendo alla costruzione di un secondo centro di 1200 posti in Hubei per alloggiare i malati attualmente nei centri fieristici locali ed un secondo ospedale in Guizhou di 450 posti.

Fonte: Xinhuanet – ChinaToday – ChinaView Moh.gov.cn – CGTN – CCTV.