Bolzano: torna in Consiglio Provinciale la Catalogna nella provocante mozione di Gerhard Lanz

La Catalogna è tornata tema di discussione in seno al Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, merita farne accenno in quanto – pur non trattandosi né di politica italiana, né di politica regionale – vi sono delle assonanze in tema di legislazione indipendentista, autonomista, autodeterminista.

Il Movimento Indipendentista Catalano (una sola regione della nazione intera ed europea) ha avuto una partecipazione talmente consistente e perdurante che non può essere messo in disparte, se paragoniamo l’importanza farlocca che viene data alle “sardine” in Italia, che sono rese protagoniste ormai di qualsiasi azione di Governo, per logica non possiamo tralasciare invece adesioni di massa come appunto quella catalana od i giubbini gialli francesi.

Non siamo in un contesto chiaro: le diverse modalità di intendere l’autonomia garantita per Statuto possono portare dal provincialismo al regionalismo allo statalismo. A portare il tema Catalogna in discussione è stato il consigliere Gerhard Lanz (SVP) che ha presentato in aula la mozione n. 205/19 “Solidarietà con la Catalogna“, con la quale si chiedeva al Consiglio provinciale di esprimere nuovamente la sua piena solidarietà alla popolazione catalana nel suo intento di ottenere un’ampia autonomia e un autogoverno il più ampio possibile e di invitare tutti i responsabili politici chiamati ad agire con riferimento alle aspirazioni indipendentiste.

Secondo il consigliere Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia) si tratterebbe di “provocazioni, che danno vita a inutili polemiche” ed ha chiesto quindi il ritiro della mozione, che era anche “un insulto a un paese della UE che aveva applicato le sue norme. Vanno rispettati gli ordinamenti costituzionali e le regole su cui si fonda l’Europa”. Ha detto in aula il Consigliere.

Secondo il consigliere Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia) invece la mozione non sarebbe stata una provocazione, “il Veneto e la Lombardia hanno chiesto di convocare l’ambasciatore spagnolo e ritirare quello italiano a Madrid per protesta contro il trattamento confronti della popolazione catalana, con manifestanti manganellati dalla Guardia Civil”.

In Europa si parla di libertà dei popoli, ma evidentemente solo sulla carta.

Con una lunga nota alla stampa e un intervento in sede consigliare è intervenuto anche Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) che ha citato il diritto all’autodeterminazione garantito dalla Dichiarazione ONU sui diritti umani. “Nessuno Stato può sottrarre la libertá a un popolo: né la Spagna ai Catalani, né la Gran Bretagna agli Scozzesi, né l’Italia ai Sudtirolesi”. Ha detto.

Rita Mattei (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) ha fatto riferimento alla necessità di trovare un compromesso soddisfacente sul piano internazionale, ritenendo che non ci fosse nessun motivo perché ciò che ha funzionato in Alto Adige potesse funzionare anche in Catalogna. La mozione è stata votata per parti separate e approvata. (MC)