Corte Costituzionale: “Illegittimo Spazzacorrotti retroattivo”

La Corte costituzionale, in Camera di consiglio, ha valutato le censure sollevate sulla retroattività del cosiddetto “Spazzacorrotti“, che ha esteso ai reati contro la Pubblica Amministrazione le preclusioni previste dall’Articolo 4 bis dell’Ordinamento penitenziario rispetto alla concessione dei benefici e delle misure alternative alla detenzione.

In particolare, è stata denunciata la mancanza di una disciplina transitoria che impedisca l’applicazione delle nuove norme ai condannati per un reato commesso prima dell’entrata in vigore della legge n. 3/2019. La sentenza verrà depositata nelle prossime settimane, ma intanto l’Ufficio stampa della Corte ha emesso un comunicato.

Abbiamo preso atto che, secondo la costante interpretazione giurisprudenziale, le modifiche peggiorative delle misure alternative alla detenzione vengono applicate retroattivamente e che questo principio è stato sinora seguito dalla giurisprudenza con riferimento alla legge 3 del 2019” sostiene la Corte.

Dichiariamo – continua il comunicato – che questa interpretazione non è costituzionalmente legittima, con riferimento alle misure alternative alla detenzione, alla liberazione condizionale e al divieto di sospensione dell’ordine di carcerazione successivo alla sentenza di condanna“.

L’applicazione retroattiva di una disciplina che comporta una radicale trasformazione della natura della pena e della sua incidenza sulla libertà personale, rispetto a quella prevista al momento del reato, è incompatibile con il principio di legalità delle pene, sancito dalla Costituzione” conclude la Corte.