Di Maio affonda l’operazione Ue “Sophia”: più migranti, meno armi

Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è intervenuto stamane all’interno del Consiglio dei ministri degli Affari Esteri a Bruxelles, parlando tra le varie cose anche della delicata questione relativa alla soppressione dell’ European Union Naval Force Mediterranen (Missione Sophia) e della necessità di creare una nuova missione europea.

Intervenuto a margine di un’incontro ufficiale con gli altri Ministri degli Affari Esteri Ue, Luigi Di Maio ha chiarito, non senza rammarico, come attualmente la situazione sia in una fase di stallo dallo scorso aprile quando, a seguito della politica dei “porti chiusi”, i paesi UE avevano deciso di sospendere l’operatività delle attività di pattugliamento del Mar Mediterraneo, aggiungendo: “la missione Sophia non bastava a bloccare l’ingresso delle armi. E non può più esistere. E non esiste più”.

Proseguendo nel suo intervento, l’ex Capo politico del M5S ha evidenziato la necessità di avviare una nuova missione, targata UE, che possa monitorare e vigilare sul contrabbando di armi, affermando: “questa nuova missione con un nuovo mandato, avanzata qui oggi, darà un contributo navale importante che sarà dislocato sul lato est della costa libica, dove arriva il flusso delle armi. Ottima anche la proposta di bloccare la missione nel caso si dovesse scatenare un pull factor, anche se non accadrà avendo le navi solo ad est. Ovviamente per questo serve un nuovo mandato a questa missione”.

Tali affermazioni evidenziano chiaramente come, almeno nelle intenzioni di Luigi Di Maio, la nuova missione dovrà preoccuparsi principalmente del traffico d’armi, tralasciando invece il gravoso problema dei migranti e del traffico di esseri umani.

Questione che invece era stata il motore della Missione Sophia che, tra i vari scopi, aveva quello di intercettare e inibire le imbarcazioni e le strumentazioni sospettate di essere state utilizzate da contrabbandieri e trafficanti di esseri umani per i loro loschi scopi.