Scontri con la polizia. Prof premia con “30 politico” studenti dei centri sociali

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Ha dell’incredibile quanto successo all’Università di Torino, dove una professoressa di Sociologia ha deciso di assegnare un “30 politico” a tutti gli studenti che sono andati a sostenere l’esame mentre il Rettorato dell’università era occupato e l’ateneo era preda dei feroci scontri con la polizia.

Contestualizzando i fatti, la scorsa settimana l’Università di Torino era stata teatro di feroci scontri tra studenti e forze di Polizia a causa di un convegno organizzato da Anpi e dai No Tav titolato: “Fascismo, colonialismo, foibe”. Gli scontri che hanno portato a 4 arresti, 15 denuncie e 3 poliziotti feriti erano poi sfociati nell’occupazione del Rettorato dell’università.

A causa dei tafferugli era stato chiesto alla docente, Raffaella Ferrero Camoletto, che per quel giorno aveva programmato un esame di Sociologia, di cambiare aula e spostarsi, così da evitare che vi potessero essere problemi per gli studenti che “diligentemente” si erano presentati all’appello.

Tale richiesta non aveva incontrato il favore della professoressa che, creando una ulteriore polemica, aveva deciso di sospendere l’esame e assegnare un “30 politico” a tutti gli studenti che si erano presentati, festeggiando il risultato con un post su Facebook (poi prontamente rimosso): “il mio primo 30 collettivo… per non danneggiare gli studenti oggi sgomberati durante il mio esame…”.

Tale decisione ha rapidamente lasciato tutti sbigottiti, con il rettore dell’Università di Torino che ha fatto tempestivamente sapere come fossero in corso indagini interne per verificare l’effettiva verbalizzazione di tutti i voti e per valutare la possibilità di eventuali azioni disciplinari.

Nelle ore successive la docente, dimostrando di non essersi per nulla pentita per le sue azioni, ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui rivendicava la sua decisione: “si stava creando un clima da guerriglia è mi è stato intimato di cambiare struttura per svolgere l’esame… Ho così sospeso lo svolgimento del test scritto, anche a mio parere non c’era alcun rischio per la sicurezza… E assegnerò a tutti gli studenti lo stesso voto… Sono entrata nella palazzina occupata e non ho riscontrato rischi per la sicurezza”.

Tali parole evidenziano inequivocabilmente come alla base della decisione di “premiare” tutti gli studenti con un “30 politico”, vi fosse solamente il sentimento di protesta della professoressa Ferrero Camoletto, probabilmente infastidita dal dover cambiare aula per far svolgere regolarmente il suo esame.

Questa vicenda, destinata sicuramente a creare numerosi strasichi, porta alla luce evidenti crepe nel sistema universitario torinese, dove la politicizzazione e la strumentalizzazione degli eventi hanno preso il sopravvento sul reale significato dell’Università. Quello di istruire e concorrere a creare, non solo persone istruite, ma sopratutto cittadini migliori.