APSS: il caso di atti osceni sul pullman e la necessità di dare messaggi educativi

CONVEGNO SU STRUTTURE E MOBILITA TRENTO 20 FEBBRAIO 2015 FOTO PAOLO PEDROTTI

“Assistiamo troppo spesso a casi di violenza sulle donne, non ultimo quello della ragazza che ha denunciato una violenza in un locale a Trento, e come istituzioni cerchiamo di sensibilizzare e affrontare i temi della sicurezza, del vivere civile, della lotta alla criminalità. È una battaglia che va combattuta quotidianamente anche sul campo culturale. Spiace pertanto che l’epilogo di una vicenda che tratta di un caso di autoerotismo su un pullman di linea finisca col dare un messaggio che viaggia nella direzione opposta a quella che, con tante istituzioni e realtà associative, stiamo faticosamente percorrendo”.

È il commento dell’assessore provinciale alla salute, che ha tra l’altro competenza anche nella materia delle pari opportunità a proposito di una sentenza riportata da alcuni organi di informazione e che ha innescato un vivace dibattito.

“Non mi compete entrare nel merito dei meccanismi giudiziari nei quali occorre nutrire la massima fiducia – aggiunge l’assessore – ma certo sento il dovere di richiamare la massima attenzione al forte bisogno di rispetto delle regole, comprese quelle attinenti il senso del pudore che una comunità sana e virtuosa reclama, anche attraverso decisioni destinate a trasformarsi in esempi che tutti noi vorremmo sempre positivi. Dalla vicenda emerge invece l’insegnamento negativo che una sentenza così porta”. Fonte: APSS