Pianificazione preparatoria per emergenza Coronavirus

La Provincia di Trento raccomanda ai cittadini di non recarsi nelle zone dove si sono registrati casi di contagio e di evitare luoghi e situazioni di particolare affollamento. La situazione è in costante evoluzione e viene attentamente monitorata.

IMPORTANTE DAL CNR: Solo nelle zone attualmente interessate dalla circolazione il rischio è superiore e i cittadini devono seguire le indicazioni delle autorità sanitarie. Al di fuori di queste, la situazione rimane come nelle scorse settimane. L’infezione, dai dati epidemiologici oggi disponibili su decine di migliaia di casi, causa sintomi lievi/moderati (una specie di influenza) nell’80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una polmonite, il cui decorso è però benigno in assoluta maggioranza. Si
calcola che solo il 4% dei pazienti richieda ricovero in terapia intensiva.

Il rischio di gravi complicanze aumenta con l’età, e le persone sopra 65 anni e/o con patologie preesistenti o immunodepresse sono ovviamente più a rischio, così come lo sarebbero per l’influenza. Il cittadino che ritenga di avere avuto contatti con persone attualmente poste sotto sorveglianza o che provenissero dalla Cina, soprattutto se manifesta sintomi influenzali, dovrebbe segnalarlo al 112 o al 1500 per essere preso in carico dagli operatori specializzati. Non serve correre al pronto soccorso né chiudersi in casa. Ricordiamo che al momento parliamo di un gruppo (cluster) di pochi casi localizzati e i cui contatti sono tracciati attivamente.

Si seguano le elementari norme di igiene, soprattutto levandosi le mani se ha frequentato luoghi affollati, ed evitando di portarsi alla bocca o agli occhi le mani non
lavate. Ha detto Giovanni Maga, direttore CNR-IGM, Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche.

EMERGENZA PRODUZIONE, IL PARERE DELLA CISL: Ha pienamente ragione il presidente di Confapi, Casasco: le parti sociali devono dare il loro contributo attivo e responsabile in questo momento di emergenza nel paese per prevenire la diffusione del coronavirus  nelle aziende, nei servizi pubblici, nelle scuole, in tutti i luoghi di lavoro“. Lo sottolinea la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “È giusto non creare allarmismi nella popolazione. Tuttavia è evidente che è il momento dell’unità e della coesione sociale, come è avvenuto in altri momenti della storia del nostro paese. Per questo è necessario che sia il Governo a fare chiarezza sulla situazione, convocando subito le parti sociali in modo da concordare insieme un piano di informazione e di prevenzione sulla salute in tutti i luoghi di lavoro. Ma occorrono anche  ammortizzatori sociali per sostenere le imprese italiane in difficoltà, per contrastare gli effetti negativi del coronovirus sulla nostra economia, sulle produzioni e sull’occupazione. Dobbiamo dare tutti un contributo straordinario in questo momento di emergenza nazionale”.