Lucia Coppola (Futura): “Affrontare la montagna in sicurezza”

Il mese di febbraio 2020 è stato purtroppo teatro di due gravi incidenti mortali occorsi a due escursionisti nel tratto prima dell’inizio della ferrata delle Aquile sulla Paganella. Il signor F.G., che ha ideato il tracciato, ha riferito agli organi di stampa che nei giorni scorsi aveva percorso il tracciato per tentare di frantumare il blocco di ghiaccio che ricopriva il cordino non riuscendoci, come gli era stato impossibile rompere la lastra di ghiaccio che si era formata all’inizio del tracciato coprendo il cordino di sicurezza.

Gli incidenti sopra citati non sono occorsi in ferrata ma poco prima, su un tratto molto ghiacciato. Buon senso vuole che le ferrate e comunque i tracciati particolarmente impegnativi non dovrebbero essere affrontati nel periodo invernale se non da persone di grande esperienza, ma nonostante ciò molti escursionisti si cimentano in salite proibitive, non consapevoli del rischio al quale vanno incontro.

Molti pensano di poter affrontare l’alta montagna senza preparazione e senza allenamento, ma ci vuole attrezzatura idonea e preparazione fisica, tecnica e mentale.

C’è chi sostiene che le ferrate nel periodo invernale andrebbero chiuse all’accesso, chi al contrario pensa che sarebbe un provvedimento inutile perché le transenne si possono facilmente superare e non sarebbe giusto privare gli esperti della possibilità di una arrampicata. Indubbiamente scalare le ferrate in inverno è fonte di grande soddisfazione e appagamento per gli appassionati, ma è chiaro che è opportuno non avventurarsi in inverno lungo questi percorsi se non si è veramente allenati ed esperti.

Quando avviene un incidente in montagna, accanto alla perdita o al grave infortunio di una persona, vi è il rischio che corrono i soccorritori per cercare di salvarla o recuperarla in luoghi e condizioni atmosferiche spesso proibitivi e con costi elevati per la macchina dei soccorsi.

In Trentino sono in grande espansione tutte le pratiche outdoor e non si può certo prescindere dal valore che rivestono queste attività sportive sia dal punto di vista dell’appagamento personale sia per l’indotto economico diretto e indiretto; tutto ciò però non può essere a discapito della sicurezza propria e altrui.

La Provincia autonoma di Trento si è sempre impegnata, assieme agli altri attori responsabili, per garantire la sicurezza dei sentieri grazie alla loro manutenzione, alla vigilanza e alla cartellonistica. A tutela degli escursionisti non mancano le informazioni sui siti turistici locali, sulle guide turistiche e sulle cartine.

Ma evidentemente, considerato l’alto numero di richieste di soccorso che vengono effettuate per escursionisti dispersi o incidentati lungo i nostri percorsi montani, si può fare di più.

Sulla base di questo considerazioni la consigliera Lucia Coppola del Gruppo Futura ha presentato una interrogazione in Consiglio rendendo nota alla stampa.