SARS-CoV-2: gli epidemiologi dell’ISS al lavoro con le Regioni

Lavoro congiunto per un registro sulle caratteristiche dei casi e dei loro contatti

La lotta al COVID-19 si svolge su vari fronti: oltre alla diagnosi in cui l’Istituto Superiore di Sanità gioca un ruolo fondamentale confermando i risultati dei test diagnostici e di screening attraverso il suo laboratorio di riferimento, vi sono gli sforzi nel settore dell’epidemiologia e della microbiologia.

Gli epidemiologi e i microbiologi del dipartimento di malattie infettive stanno supportando le regioni e il Ministero della Salute per gli aspetti legati alla sorveglianza, alla prevenzione, al controllo delle infezioni da SARS-CoV-2.

Prima che i primi casi di trasmissione avvenissero in Italia, gli epidemiologi e i microbiologi hanno monitorato la situazione internazionale e contribuito alla fase di preparazione all’arrivo del virus in Italia.

In particolare grandi sforzi sono stati fatti per il supporto continuo nel tempo nella emanazione dei documenti tecnici del Ministero della Salute che forniscono indicazioni precise per le Regioni e Province autonome per la definizione di caso e di contatto stretto, le misure da attuare in presenza di un caso sospetto,  le misure di triage telefonico, la gestione dei pazienti e, non meno importanti, tutte le misure relative alle misure preventive, da quelle semplici come l’igiene delle mani a quelle più complesse come l’uso dei dispositivi di protezione individuale DPI.

Tra le attività al confine tra la sorveglianza e la ricerca, l’ISS sta mettendo a punto un sistema con le quali le Regioni potranno registrare le caratteristiche epidemiologiche dei casi e dei loro contatti, sia per descrivere al meglio la diffusione dei casi sia per potere sviluppare modelli matematici per gestire al meglio le risorse sanitarie nei prossimi mesi.