Il caso Marcello Cestari: Paolo Ghezzi (Futura) sugli editoriali di oggi

Le offese sono state dette su facebook tre anni orsono, contro il Sindaco Andreatta, contro la Romano, la Kyenge e altro contro il centro sinistra in generale. piccoli post con utenti irrilevanti, tanto che il profilo poi è morto su se stesso senza follower.

E’ imbarazzante dover parlare del caso Marcello Cestari, appena nominato e scelto come responsabile della Sicurezza Lavoro nel Dipartimento della Provincia. E’ imbarazzante perché – da umili giornalisti non siamo preti, non siamo giudici – vien assolutamente difficile giudicare persone con un Curriculum come questo. Reso pubblico dalla Fondazione.

Partiamo da questo presupposto: ci sono due PIANI. Da una parte il lavoro e l’incarico per il quale da questo momento il dirigente ha ricevuto incarico, dall’altra uno spazio di chiacchiere personale che non ha alcun valore, cioè facebook, se non personale.

VERO: non ci si aspetta che un Dirigente possa utilizzare un gergo adolescenziale, tipico di una persona in spirito di polemica. FALSO: in nessuno dei casi citati si va oltre la normale (lo ha stabilito la Cassazione per il caso salviniano) dialettica politica accesa. In altre parole la questione deve andare a insistere sul personale (eventualmente) o decade. Questo è quanto ha già stabilito la Cassazione.

Detto questo si pubblica quando è stato discusso stamattina, cioè che Paolo Ghezzi, Consigliere Provinciale di Futura ha espresso un parere sfavorevole verso il comportamento di Cestari: “I suoi bersagli preferiti erano donne che hanno fatto la scelta di essere di sinistra e di esprimere “addirittura” il loro pensiero pubblicamente ed ecco che allora il signor. Cestari le attaccava con epiteti che preferiamo non ripetere ma che gli articoli del Dolomiti e dell’Adige hanno selezionato e riportato nel dettaglio.” Questo in riferimento ai due articoli che sono stati scritti oggi da queste testate.

I POST SONO DI TRE ANNI FA: “I post sono del 2017 e Cestari sostiene di non ricordare neppure di averli scritti. L’artista ha creato di getto, può capitare” e per questi post Paolo Ghezzi ne chiede le dimissioni.

Noi riteniamo che, dopo tre anni dal fatto, la questione sollevata si riduca, invece, a un attacco opportunistico di scopo. Sanabile banalmente con le scuse pubbliche o poco più. Certo, all’epoca, avrebbero avuto un peso diverso. (MC)