Aggressione in Piazza della Portela, solidarietà al titolare della piadineria

A causa di queste attività illecite i residenti non hanno pace. E non riescono neppure a vendere gli stabili.

La notizia sta facendo il giro delle agenzie: sono stati portati in questura 25 stranieri, la maggior parte dei quali algerini, tunisini, marocchini; due di loro saranno espulsi perché irregolari. E ci sono anche delle denunce per droga. La retata è stata fatta a sorpresa in pieno giorno con una trentina di agenti, è stata disposta dal questore Cracovia dopo l’ennesima aggressione nella zona. 

L’opinione pubblica è senza dubbio favorevole alle iniziative che consentono alla cittadinanza di frequentare una bellissima zona storica, quale la Portela, senza temere di essere aggrediti.

“Non ci sono parole per commentare quanto avvenuto presso la Portela, se non quelle di massima solidarietà al titolare del locale assaltato. Il centrosinistra a Trento ha per anni sottovalutato il problema sicurezza e ora tenta di usarlo come slogan. Per anni ci hanno ripetuto alla nausea che il nostro era un problema di “percezione”: ora i fatti descrivono la triste realtà. Chi amministra deve saper garantire ai propri cittadini il diritto di poter uscire in tranquillità e sicurezza di sera o di giorno.” E’ la dichiarazione del Segretario della Lega Salvini Trentino Mirko Bisesti.

“L’ennesimo episodio di violenza e di aggressione ai danni del titolare dell’esercizio pubblico “l’Angolo Tondo” in piazza della Portela, occorso ieri in pieno giorno ad opera di una delle bande ormai stanziali di nordafricani che bivaccano nella zona con comportamenti e costumi poco inclini alla civile convivenza ed al rispetto delle regole, ci permette di prendere posizione e di condannare fermamente questo episodio in sé stesso ma al contempo il clima lassista e liberticida che persiste in alcune zone, per così dire “franche” del nostro comune” ha detto alla stampa Gabriella Maffioletti.

“Personalmente essendo donna mi chiedo quale visione abbiano questi soggetti nei confronti del nostro genere dato che se già nelle prime ore del pomeriggio si sentono liberi di molestare spudoratamente una comune passante impedendone la libera circolazione e violando la propria libertà di movimento non oso pensare in contesti un po’ meno trasparenti. Quale sarebbe il destino a cui ognuna di noi potrebbe essere suo malgrado esposta in contesti isolati e magari scarsamente illuminati o ai margini della citta? Un piccolo capoluogo di provincia come è Trento da troppo tempo reclama ordine pubblico e sicurezza e l’episodio occorso al nostro validissimo esercente pubblico ed alla ragazza molestata ci dà modo di ritornare a bomba su un tema caldo del nostro programma per l’imminente appuntamento elettorale del 3 maggio. Questi episodi che minano la civile convivenza e mettono in croce addirittura il cuore pulsante del nostro comune capoluogo segnano, a pochi mesi dalla tornata elettorale segnano la sconfitta di un governo di centrosinistra che per oltre vent’anni ha assistito in maniera pressochè inerme ed inadempiente al grido di allarme dei propri esercenti locali lasciandoli soli sia ad affrontare il grave momento congiunturale economico che sfavorisce la libera imprenditoria ma anche a difendersi contro vere e proprie bande dedite alla vita del malaffare e del crimine organizzato” è quanto dice Maffioletti Vice coordinatrice regionale di Forza Italia.

Ma in realtà dello stesso parere è la Candidata a Sindaco del MoVimento 5 Stelle Carmen Martini: “Quanto avvenuto martedì scorso in piazza della Portela appare particolarmente grave e certifica lo stato di degrado in cui purtroppo versano alcune parti della nostra città, anche a 2 passi dal centro. Bene hanno fatto le forze di polizia ad intervenire con il blitz odierno per dare un segnale concreto della presenza delle Istituzioni a fianco dei cittadini. Questo è un passo necessario ma da solo non sufficiente a risolvere il problema del degrado urbano che affligge alcune zone di Trento. Serve che i cittadini si coalizzino e collaborino con le forze dell’ordine segnalando in maniera puntuale situazioni come quella cui il signor Massimo Sonn si è trovato a far fronte da solo. Al signor Sonn va tutta la solidarietà del M5S, il triste episodio che lo ha visto suo malgrado protagonista dimostra  come solo facendo rete fra popolazione civile, pubblici ufficiali e rappresentanti delle istituzioni si può garantire il controllo del territorio, riduzione del degrado urbano e l’eliminazione dei fenomeni criminali prevenendone il mero spostamento da un quartiere all’altro” sostiene Carmen Martini.

Il commento di Franco Ianeselli citato sopra su facebook

Ma cosa succede in questa piazza che un giorno sì ed uno anche appare sulle pagine della cronaca urbana della città di Trento? Innanzitutto parliamo di una zona gentrificata, dove la concentrazione di disagio è aumentata in quanto molte attività se ne sono andate, sono rimaste vecchie case in affitto a studenti e persone di passaggio, le attività sono centro di attrazione per persone straniere dal nordafrica e dal centrafrica, nonché studenti in happy hour e pausa pranzo.

Ma non solo: nonostante il grande dispiego di risorse economiche per sistemare materialmente la piazza non sono stati fatti progressi sociali. “L’attivita di spaccio è svolta alla luce del sole – sostiene un residente – sotto il portico adiacente e davanti alla piadineria, e in parte davanti al market di fronte, in via Roma 1. La sera si affacciano alcune giovanissime prostitute in Piazzetta Leopardi, di fronte all’asilo. Ma prevalentemente si tratta di nordafricani per lo spaccio pesante, maghrebini che possiedono eroina e cocaina, anche se si tratta pure di fentanil secondo chi utilizza tali sostanze. Mentre dagli afridi c’è anche un preoccupante giro di fumo con una clientela minorile.”
Ma non solo: “Il problema è che il comportamento da bulli è latente ma tutto il giorno si susseguono urla e ghettizzazioni, apprezzamenti sulle donne che rendono impraticabile la zona, comportamenti che vanno oltre la normale educazione!”

“Massima solidarietà a Sonn e ai lavoratori del suo locale, vittime dell’ennesimo atto di violenza presso la Portela. Serve, e lo diciamo a distanza di poco tempo dall’ultima volta che lo abbiamo detto, l’esercito anche a Trento per fermare la criminalità e il degrado. È da anni che i rappresentanti in consiglio comunale e nelle circoscrizioni chiedono all’Amministrazione comunale di attivarsi quanto prima per affiancare i presìdi dell’Esercito Italiano alle Forze dell’Ordine già presenti sul nostro territorio. La presenza di criminalità organizzata si è espansa in questi anni, diffondendosi nei vari quartieri della città e non è più possibile lasciare che questa tendenza prosegua, intaccando interamente il tessuto della città. Questo fatto è l’ultima dimostrazione della buona fede delle nostre proposte. È tempo di attivarsi in tal senso.” E’ la dichiarazione che arriva invece dal Gruppo di Consiglieri Comuniali della Lega di Trento.