Trentino potenzia reparti di malattia infettiva: 38 persone positive al Coronavirus. “Misure stanno funzionando”

"La media dei soggetti positivi o che ricorrono all'ospedalizzazione - ha fatto sapere il Dott. Ferro - è al di sotto di quella delle altre regioni limitrofe".

Giunta

38 contagiati, 13 ricoverati agli infettivi, 3 in rianimazione gli altri a casa, 12 in più rispetto a ieri. Questo quanto emerge dall’aggiornamento delle ore 18 da parte della Provincia Autonoma di Trento e da parte della Assessora Stefania Segnana nella conferenza stampa sul Coronavirus.

Attuato un processo di riconversione dei reparti degli ospedali della Provincia, con l’aggiunta di 12 posti di terapia intensiva di Rovereto (punto nevralgico nella lotta al virus) oltre ai 14 di Trento come malattie infettive, nell’ipotesi che sia necessario potenziare l’offerta per i malati che potrebbero giungere nelle prossime ore, anche grazie ai privati.

“Sono attualmente affette da Coronavirus 38 persone. Non ci tengo personalmente a dare l’origine dei malati dati i numeri”, ha affermato l’assessore alla salute Stefania Segnana che poi ha ricordato che sul territorio sono presenti due strutture per curare i malati dal Covid-19.

Anche Paolo Bordon ha ricordato che i casi stanno crescendo in Trentino. “I 7 ospedali rimangono un ospedale unico”, ha aggiunto Bordon per poi ricordare l’importanza dell’ospedale di Rovereto per affrontare l’emergenza. Una emergenza affrontata anche da strutture private che in questo momento stanno collaborando nell’affrontare l’emergenza.

“Dobbiamo aspettare delle degenze lunghe in terapia intensiva”, ha concluso il suo intervento Paolo Bordon.

Il Dottor Ferro ha voluto ricordare che i pazienti che stanno ricorrendo all’ospedalizzazione al momento sono bassi. “La media dei soggetti positivi – ha fatto sapere – è al di sotto di quella delle altre regioni limitrofe”. Per la giunta un segnale chiaro di come le misure stiano funzionando, “intercettando” i casi.

L’Assessore Spinelli ha poi voluto spiegare le misure messe in campo dalla Provincia Autonoma di Trento per quanto riguarda la delicata situazione. Soluzioni per quanto riguarda l’IMIS e il suo differimento con un minor aggravio per imprese e famiglie, per un totale di 90 milioni di euro che resteranno in tasca a famiglie e imprese fino al 16 giugno.

Predisposta anche l’attivazione del fondo di solidarietà territoriale per tutti i lavoratori non coperti da altre forme di intervento, ad integrazione delle misure già predisposte dallo Stato, così come delle misure di politiche attive per accompagnare i lavoratori verso la ricollocazione.

Stanziato, all’interno del protocollo intrapreso con banche e operatori finanziari del territorio, 1 milione di euro per l’azzeramento degli interessi a carico degli operatori economici (imprese e professionisti) su linee di credito a 12 mesi, con un volume di finanziamento mobilitati complessivi di 250 milioni di euro.

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