Coronavirus. Il “paziente uno” di Codogno ora respira autonomamente

In una giornata in cui i casi sul territorio nazionale sono aumentati di 1.600 unità e le morti – così come le guarigioni – sono in timido aumento, queste due notizie devono lasciar trasparire un po’ di speranza

Una buona notizia arriva oggi da Pavia, dove era ricoverato il 38enne “paziente uno” del Coronavirus in Italia. Sembra infatti che, dopo 17 giorni di terapia intensiva, riesca a respirare autonomamente.

Il manager di Codogno sembra sia stato trasportato dal reparto di terapia intensiva a quello di terapia sub-intensiva, secondo quanto riferisce Giulio Gallera, Assessore regionale alla Sanità in Lombardia.

Buone notizie anche per quanto riguarda la moglie, una donna incinta di 8 mesi: dopo essere stata ricoverata all’Ospedale Sacco di Milano, la compagna del “paziente uno” è tornata a casa sua a Codogno avendo superato la fase più critica della malattia.

In una giornata in cui i casi sul territorio nazionale sono aumentati di 1.600 unità e le morti – così come le guarigioni – sono in timido aumento, queste due notizie devono lasciar trasparire un po’ di speranza. Con il monito: per uscire dalla terapia intensiva possono servire anche 17 giorni.

1 commento

Comments are closed.