125 anni di carcere per i trafficanti che causarono la morte di Alan Kurdi

E’ stata una foto che ha sconvolto il mondo, ma ora giustizia è stata fatta. I trafficanti di esseri umani che avevano trasportato la famiglia del bambino siriano Alan Kurdi sono stati condannati a 125 anni di carcere ciascuno da un tribunale turco per il suo annegamento.

Le immagini strazianti del bambino di tre anni sdraiato a faccia in giù su una spiaggia a Bodrum, nel sud della Turchia, nel settembre 2015 sono diventate un simbolo della crisi dei rifugiati dopo che sono state mostrate in tutto il mondo.

Le immagini hanno attirato l’attenzione sul pericoloso viaggio che molti siriani hanno affrontato mentre cercavano di trovare sicurezza in Europa, fuggendo dalla guerra civile.

Gli uomini che hanno organizzato il trasporto del bambino sono stati catturati dalle forze di sicurezza turche questa settimana nella provincia meridionale di Adana e condannati venerdì, secondo l’agenzia di stampa statale Andalou.

Un totale di 12 rifugiati era annegato quello stesso giorno dopo un tentativo fallito di navigare verso l’isola greca di Kos. Anche il fratello di cinque anni Galip, Kurdi, e la loro madre, Rehen, morirono nella tragedia.

Il padre dei ragazzi, Abdullah, era l’unico sopravvissuto della famiglia immediata.